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martedì 17 settembre 2019

Attualità sabato 08 dicembre 2018 ore 16:22

"La protezione civile pisana modello in Italia"

Angelo Borrelli

Il capo del Dipartimento Borrelli, in città per un convegno, ha anche rivolto un pensiero alle vittime di Corinaldo e parlato del Monte Pisano



PISA — "Abbiamo preso il modello pisano - ha sottolineato Angelo Borrelli, capo del Dipartimento della protezione civile - e lo abbiamo esportato in tutta Italia. Qui c'è un efficace sistema di protezione civile da molti anni, un consolidato rapporto di collaborazione tra il Comune e il dipartimento, che possa proseguire anche con la nuova amministrazione. Ora il sistema di messaggistica che usa Pisa lo replicheremo su scala nazionale". Il riferimento è al sistema AlertPisa, che il Comune ha attivato ormai da diversi anni.

Borrelli era oggi a Pisa per partecipare ad un convegno sulla prevenzione, promosso dall''Associazione insigniti al merito della Repubblica.

Appena arrivato in città Borrelli ha subito rivolto un pensiero alle giovani vittime della tragedia avvenuta nella notte in una discoteca di Corinaldo, in provincia di Ancona. "Purtroppo - ha detto - paghiamo un'altra volta un tributo altissimo di vite umane che deve farci ancora una volta riflettere sul rispetto delle condizioni di sicurezza dei luoghi aperti al pubblico".

Durante il suo intervento Borrelli ha sottolineato che "l'Italia sta pagando un prezzo altissimo per le emergenze della protezione civile". "I dati degli ultimi due mesi parlano di sei miliardi di euro di danni e di cinquanta morti, ai quali si aggiungono i 43 del ponte Morandi di Genova, in 10 regioni e due province autonome". "Sono dati insopportabili" ha quindi commentato, annunciando che entro la fine dell'anno il governo varerà un piano straordinario per la messa in sicurezza del territorio nazionale.

Il capo del Dipartimento di Pc ha infine ribadito i motivi per cui, a seguito dell'incendio che ha devastato il Monte Pisano, non è stato concesso lo stato d'emergenza nazionale: primo, per il fatto che a seguito del rogo non si erano rese necessarie "azioni di soccorso straordinarie", come ad esempio l'assistenza alla popolazione; secondo perché è stato rispettato il metro di giudizio già utilizzato in passato in caso di incendi.



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