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Cronaca venerdì 30 maggio 2014 ore 09:00

Anziani e pronto soccorso, via allo studio pisano

L'Unità operativa di Geriatria dell’Aoup dovrà valutare fattibilità ed efficacia dei test sul lungo termine



PISA — Dovranno valutare fattibilità ed efficacia, in termini di costi, benefici ed esiti clinici sul lungo termine, di una precoce valutazione geriatrico-farmacologica degli anziani che accedono al pronto soccorso per caduta, sincope o delirium. 

Lo studio clinico è pisano, finanziato dal ministero della Salute e presentato da Giuseppe Pasqualetti, ricercatore in forze nell’Unità operativa di Geriatria dell’Aoup (diretta da Fabio Monzani).

Lo studio dovrà verificare se l’inquadramento diagnostico “globale” seguito da un accurato controllo a distanza di tempo, sia vantaggioso in termini di riduzione di recidive e complicanze (e quindi accessi ripetuti in Pronto soccorso), in questa categoria di pazienti che manifestano tali sintomi clinici. Lo studio sarà condotto al Dea-Dipartimento di emergenza-accettazione dell’Aoup, dove verrà effettuata la prima valutazione geriatrico/farmacologica dell’anziano, e negli ambulatori delle Unità operative di Geriatria e Neurologia per il successivo follow-up.

Nei soggetti anziani le cadute, la sincope e il delirium rappresentano le maggiori cause di accesso al Pronto soccorso poiché queste persone presentano numerosi fattori di rischio per ciascuna di queste sindromi cliniche. Tra le principali cause predisponenti, sicuramente la comorbidità (compresenza di più patologie), con conseguente assunzione di più farmaci e l’alterazione dei processi metabolici dei farmaci, con aumentata sensibilità a livello cardiovascolare e del sistema nervoso centrale. Numerosi studi epidemiologici condotti sugli anziani hanno dimostrato proprio una stretta associazione tra farmaci psicotropi e cardiovascolari e cadute, sincope o delirium. Nella pratica clinica non sempre è possibile riconoscere facilmente la causa di questi eventi per la compresenza di numerose patologie, condizione che può mascherare il potenziale effetto favorente diretto dei farmaci o della loro interazione. Ad esempio, i disturbi del sonno possono di per sé essere causa di caduta nell’anziano. Dato che il trattamento dell’insonnia, spesso a base di benzodiazepine, può essere associato ad un aumentato rischio di caduta, risulta difficile stabilire in quale misura possa avere contribuito ciascun cofattore (insonnia o terapia farmacologica). Un altro esempio viene dal trattamento delle demenze con disturbo comportamentale/psicotico, in cui spesso vengono prescritti numerosi farmaci che, a loro volta, possono essere causa di delirium. La ridotta sensibilità del sistema nervoso dei soggetti anziani ai farmaci interferenti con le vie di neurotrasmissione può risultare fattore predisponente per eventi acuti quali la confusione mentale ed il delirium.

Nell’ambito del Dea-Dipartimento di emergenza-accettazione, quindi, può essere difficoltoso, data l’urgenza di affrontare l’evento acuto, dedicare una sufficiente attenzione al potenziale effetto favorente svolto dai farmaci o dalla loro interazione. Inoltre, non sempre è possibile effettuare un accurato inquadramento multidimensionale del paziente (triage geriatrico). Ecco perché il punto di forza di questa ricerca clinica è proprio il suo disegno prospettico con due bracci di studio (di intervento attivo e di controllo) randomizzati. Queste caratteristiche consentiranno di valutare, con un elevato livello di evidenza scientifica, se tale intervento integrato possa risultare di beneficio sia per i pazienti che per il sistema sanitario in termini di riduzione dei costi



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