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mercoledì 19 giugno 2019

Attualità mercoledì 18 gennaio 2017 ore 10:55

Consulta pari opportunità, Cgil contro Ceccardi

Il sindacato: "Quando si propone la cancellazione di un organismo composto da persone espressione del territorio si restringe la partecipazione"



CASCINA — La mozione presentata dal centro destra per eliminare la Consulta per le pari opportunità ha scatenato polemica e proteste (vedi articoli correlati). Sulla vicenda interviene ora anche la Cgil provinciale: "Nel momento in cui gli atti di discriminazione e di violenza, sempre più cruenti, stanno aumentando nel nostro Paese, in particolare sulle donne, la maggioranza di centro destra del Comune di Cascina ha deciso di presentare una mozione per cancellare la Consulta per le pari opportunità e la democrazia di genere".

Al vaglio del Consiglio comunale l'abolizione dell'organo, con ruolo consultivo di supporto all'assemblea cittadina, con il compito di promuovere politiche di pari opportunità, con particolare attenzione ai diritti delle donne.

"Quando si propone la cancellazione di un organismo composto da persone che sono espressione del territorio - si legge in una nota della Cgil- si restringe partecipazione e rappresentanza".

La Cgil e il Coordinamento Donne Cgil di Pisa definiscono la proposta "Anacronistica, fuorviante nelle sue motivazioni, lesiva dei diritti delle persone".

"A Cascina -controbatte Susanna Ceccardi su Facebook- il sindaco è donna, il presidente del consiglio è donna, il segretario generale è donna, le sette posizioni organizzative sono donne, nel gruppo della lega nord abbiamo 7 consiglieri donna su 13(così tante donne in consiglio comunale non c'erano mai state da noi in 70 anni). Ma volete dare a noi lezioni di pari opportunità? Ma per favore".



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