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martedì 21 maggio 2019

Attualità lunedì 25 agosto 2014 ore 11:03

Sarà necessario bonificare l'area dell'incendio

Resta ancora chiusa la Riserva Naturale del Lago di Santa Luce dopo l'incendio avvenuto lo scorso 7 agosto in un capannone al confine con il Centro



SANTA LUCE — Dopo l'incendio dello scorso 7 agosto, la Lipu ha deciso di tenere ancora chiusa la Riserva naturale del lago di Santa Luce.
La direzione del centro informa di aver ricevuto il 23 agosto la comunicazione da parte del Dipartimento di Prevenzione Usl6 UOC Igiene e Sanità Pubblica – Zona Bassa Val di Cecina, relativa all‘incendio verificatosi in uno dei capannoni di proprietà della “Stalla Sociale”, situata all’interno dell’azienda di allevamento di bovini “Fattorie Toscane”, ubicata nel Comune di Santa Luce.

Dalla nota si apprende che "gli operatori del Dipartimento di Prevenzione della Zona Bassa Val di Cecina hanno effettuato in data 11 agosto un sopralluogo per la verifica della situazione ed è stata riscontrata la presenza a terra dei seguenti materiali: lastre di copertura del tetto danneggiate di materiale ondulato, alcune delle quali all’esame ispettivo costituite verosimilmente da materiale in cemento-amianto; cumuli di residui di combustione vari". "In occasione dell’intervento - scrive ancora il dipartimento della Usl 6 - è stato effettuato un campione di alcuni frammenti di una lastra in sospetto cemento-amianto ed il 19 agosto è pervenuto il rapporto di prova che ha confermato la presenza nel campione di fibre di amianto crisotilo".
Per questo il 21 agosto il Dipartimento ha proposto "al Sindaco del Comune di Santa Luce l’emissione di una Ordinanza contingibile e urgente tesa alla bonifica dell’area e dei manufatti interessati secondo quanto previsto dal D.M 06.09.1994". "Dalle informazioni pervenute - spiega ancora la USL - la Ditta incaricata di tali interventi dovrebbe effettuare il sopralluogo preliminare lunedì 25 agosto".
"Per quanto riguarda eventuali effetti sanitari sulla popolazione, in mancanza di dati basati su campionamenti, peraltro non di competenza" il Dipartimento spiega che "la tipologia del materiale combustibile in causa (balle di fieno) non lascia prevedere il rilascio di quantità di gas particolarmente tossici in atmosfera; per quanto riguarda le lastre di copertura in eternit bruciate, pur essendo teoricamente possibile il rilascio di fibre in atmosfera, dal punto di vista pratico nei casi di incendi analoghi in cui erano stati effettuati campionamenti dell’aria, tali fibre non sono state riscontrate”.

Data la situazione, la Lipu  avendo la responsabilità’ di decidere la riapertura della Riserva, di concerto con la Provincia di Pisa e la Solvay, ha deciso di mantenere la chiusura del Centro. Questo per la tutela del personale Lipu in loco, per tutti i fruitori della Riserva e considerando che le attività’ della Lipu all’interno dell’area protetta prevedono il contatto diretto dei bambini, ragazzi, adulti con la natura: suolo, piante eccetra. Inoltre, il giorno dell’incendio materiale tipo cenere e inerti sono caduti sul suolo davanti la biglietteria e nei primi 400 metri del sentiero natura.
La Lipu ha rivolto, in una nota scritta, sia al Dipartimento di Prevenzione Usl6 UOC Igiene e Sanità Pubblica – Zona Bassa Val di Cecina, sia al Comune di Santa Luce, Provincia di Pisa, ARPAT, ognuno per quanto di propria competenza, la richiesta di un ulteriore campionamento, questa volta all’interno della Riserva per verificare lo stato della stessa dal punto di vista sanitario.

Fonte: Riserva Naturale Provinciale Lago di Santa Luce



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