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Attualità domenica 15 febbraio 2015 ore 13:10

Centri visita Parco San Rossore a rischio chiusura

Grido d’allarme di Wwf Pisa, Legambiente Versilia, Lipu Massaciuccoli sui tagli previsti dalla Regione: "Saranno cancellati molti posti di lavoro"



PISA — “Il centro visita di Villa Borbone a Viareggio, la Riserva e centro visita del Chiarone a Massaciuccoli e la Riserva di Cornacchiaia a Tombolo sono oggi a rischio chiusura per i tagli imposti dalla Regione al Parco”.

Grido d’allarme di Wwf Pisa, Legambiente Versilia, Lipu Massaciuccoli, che in una nota congiunta fanno il punto sulla questione, chiedendo di fatto maggiore attenzione.

“La gestione dei Centri visita e la manutenzione degli ecosistemi delle 3 aree, non rientrano più fra le attività necessarie del Parco. Non vi rientra l’accoglienza ad oltre 50mila visitatori annui, fra scuole, famiglie, turisti e volontari, che con la loro presenza hanno determinato ricadute positive sull’economia locale: Massaciuccoli, tanto per fare un esempio, concentra in un piccolo borgo ben tre ristoranti e altrettante strutture ricettive”.

E ancora. “La Regione, che intende riattivare le sinergie fra parchi, economia turistica e occupazione verde discutendo a tal proposito una buona proposta di legge, anticipa inspiegabilmente questa riforma con una decisione che cancellerà oltre 10 posti di lavoro stabile, in servizi e attività a elevata professionalità, svolti da personale esperto, chiamato anche a coordinare le attività delle decine di volontari che nei Centri prestavano la loro opera gratuita. Senza la garanzia di poter effettuare con continuità le attività di coordinamento e gestione, questi siti difficilmente potranno continuare a funzionare, se non con saltuarie iniziative garantite unicamente dal volontariato”.

“Oltre a ciò – si aggiunge – viene gettato alle ortiche un sistema di sussidiarietà tra l'Ente pubblico e le associazioni che nel parco Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli si è affermato negli ultimi 20 anni con ottimi risultati: l'associazione diventa un presidio sul territorio, diventa un'interfaccia tra l'Ente e la popolazione contribuendo a una crescita sociale e culturale che la sola attività istituzionale non è in grado di garantire. L’obiettivo degli enti competenti è invece quello di privilegiare le spese d'investimento in immobili trasformando il Parco in una sorta di immobiliare di un patrimonio sempre più chiuso al pubblico, mentre mancano i fondi per l'esercizio corrente. Con l’aggravante della beffa per le associazioni che hanno gestito i centri visita: Legambiente a Viareggio, Lipu a Massaciuccoli e Wwf a Cornacchiaia, che nel 2014 hanno mantenuto aperti i centri a proprie spese, anticipando somme che il Parco sembra oggi non poter restituire. Trovandosi quindi a scegliere fra non pagare i lavoratori che hanno prestato la loro opera fiduciosi nella condivisione con Parco e Regione degli obiettivi di promozione, educazione e conservazione degli habitat; oppure chiudere le associazioni stesse per ripianare il debito accumulato con i propri collaboratori”.

“Un vero capolavoro di ingegneria finanziaria, non c'è che dire – conclude -. Un'operazione che lascerà in piedi un Parco sempre più simile a una struttura tecnocratica che rinuncia alla sua mission culturale sulla popolazione, obiettivo fondamentale individuato dalla legge istitutiva e dallo statuto, per trasformarsi in mero ufficio di programmazione e controllo. Ma non si tratterebbe della morte stessa del Parco? In tutta sincerità, noi crediamo di sì”.



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