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sabato 23 marzo 2019

Cronaca lunedì 17 marzo 2014 ore 15:21

"Chiamate al 113 senza risposta e portone chiuso per intervento"

Le preoccupazioni del sindacato di Polizia della Cgil riguardano agenti e popolazione. "Ma il Questore si sottrae al confronto"



PISA — "La scorsa notte per la seconda volta in pochi giorni, per garantire la presenza sul
territorio della volante 113, si è dovuto ricorrere a chiudere il portone della Questura". Secondo il Sindacato Italiano Lavoratori di Polizia per la Cgil, questo è il segno tangibile di una sicurezza che gli operatori fanno sempre più fatica a garantire. 
E che, secondo Silp Cgil, è testimoniato dalle recenti rapine in villa e al supermercato, dagli accoltellamenti in pieno centro, dalle infiltrazioni mafiose e dalle chiamate al 113 che restano senza risposta, a causa della presenza di un unico operatore impegnato a rispondere a chiamate concomitanti.  
"Mentre il comparto Sicurezza versa in condizioni critiche a causa dei continui tagli - spiega il segretario generale provinciale Claudio Meoli -, a Pisa si comincia a vederne i nefasti effetti direttamente sia sulla pelle dei cittadini che degli operatori di polizia". Portoni chiusi perché gli agenti sono fuori capita di trovarle a Pontedera o Volterra, ma "Mai potevamo pensare - prosegue - che si arrivasse a chiudere l’Ufficio di Polizia più importante della città e della provincia, un così importante punto di riferimento per l’intera collettività. Purtroppo, a fronte di una maggiore necessità di presenza della polizia, sempre più spesso dalle 20 al mattino successivo si riesce a impiegare una sola volante sul territorio composta da due soli operatori. L’Ufficio Denunce della Questura spesso non riesce neanche a garantire la presenza dell’operatore nelle ore pomeridiane e quindi in caso di necessità l’unica volante 113 deve occuparsi anche del prendere le denunce e quindi abbandonare la vigilanza in città e rientrare in ufficio per rispondere all’esigenza dell’utente. Il personale che opera per strada è logorato sia da un’età media che supera i 45 anni che da una mancanza di prospettive future migliori. Non condividiamo neanche che a fronte di un organico di circa 300 operatori di polizia che lavorano in Questura non si riesca a recuperarne per ciascun turno l’1 per cento, cioè tre, per garantire la seconda volante sul territorio. Il secondo equipaggio garantirebbe la risposta alla richiesta di interventi del cittadino e consentirebbe al personale di polizia di operare in sicurezza in quanto l’operato di due soli poliziotti, considerata la recrudescenza di alcuni atteggiamenti criminali, non di rado rischia di non essere sufficiente a fronteggiare la minaccia. Non comprendiamo neanche le ragioni per le quali quella decina di poliziotti in più che a ottobre sono stati assegnati a Pisa non siano andati a incrementare gli organici delle pattuglie 113 ma assegnati ad altre mansioni". 
In un momento in cui, secondo il sindacato, è naufragata anche l'idea del Poliziotto di Quartiere: "Un pomposo spot e niente più, che anche a Pisa ha, purtroppo, raggiunto la sostanziale inoperatività, con grave danno alla collettività. Infatti il personale impiegato in detto servizio e per questo esclusivamente formato, in realtà viene sistematicamente impiegato in altre mansioni ritenute più necessarie. Tutto ciò a discapito, quindi, di questo delicato servizio di prevenzione su cui il ministero dell’Interno ha così tanto investito. Inoltre, come sindacato di polizia, pur rilevando che in certe zone il disagio è sempre più intollerabile, riscontriamo purtroppo l’inefficacia di specifici progetti mirati a garantire una maggiore sicurezza di chi vi vive e pertanto chiediamo un reale impegno da parte del Prefetto e del Questore attraverso interventi strutturali urgenti che siano capaci di concretizzare, una volta per tutte, sia gli appelli della cittadinanza in materia di sicurezza che le richieste di quegli operatori di polizia che tutti i giorni sono impegnati in prima linea per rendere la nostra città sicura ma che attualmente vivono la sensazione di sentirsi veramente abbandonati. Tutto ciò contrasta nel notare che invece vi è una particolare attenzione nel negare i diritti ai poliziotti con la conseguenza che la stessa dirigenza della Questura di Pisa è stata condannata recentemente per ben due volte dal Tar Toscana, non solo in termini di diritto ma anche economici". 
Queste e altre questioni, spiega il Silp Cgil, avremmo voluto affrontarle con il Questore di Pisa che, "da mesi si sta sottraendo al confronto con questa parte sindacale, confronto che doveva servire per dare il nostro contributo su aspetti che vanno a interessare il sistema sicurezza nella sua globalità". 



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