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martedì 25 giugno 2019

Politica martedì 20 ottobre 2015 ore 19:00

"Cittadella aeroportuale? Consumo di suolo"

Ciccio Auletta e Marco Ricci

Auletta e Ricci (Una città in comune - Prc): "Basta con il cemento. Ennesimo progetto a fini speculativi"



PISA — La variante della Cittadelle Aereoportuale, il progetto proposta dalla Giunta Filippeschi e che andrà in discussione nella seduta di giovedì 22 ottobre del Consiglio Comunale trova il dissenso da parte degli esponenti di Una città in Comune-Prc Ciccio Auletta e Marco Ricci, che la definiscono come  "L'ennesimo progetto di consumo di suolo a fini speculativi".

"Stavolta -dicono i due consiglieri dell'opposizione- a beneficiarne sarà la Società Aeroporti Toscani, proprietaria dell’area su cui dovrà sorgere la Cittadella Aeroportuale".

Secondo Auletta e Ricci, il progetto presuppone "Una sopravalutazione delle aree a Sud Ovest del quartiere di San Giusto, attualmente agricole e in zona ad elevata pericolosità idraulica, per farne un centro congressi, con annessi alberghi e servizi vari".

"Nonostante si parli da tempo del progetto -proseguono- è mancato del tutto un approfondimento sulla reale necessità dell’opera. La prima Commissione permanente ha espresso il suo parere sul progetto senza che ci sia stata alcuna discussione sullo studio presentato alla città subito prima della pausa estiva. Lo studio, pagato 20mila euro dal Comune (soldi che dovrebbero essere rimborsati dalla Regione), mette in dubbio la sostenibilità dell’operazione. A parere dei consulenti infatti, se si guarda all’attuale assetto della città, non si riscontra alcun elemento che testimoni la caratterizzazione di Pisa come città congressuale e in mancanza di una specifica focalizzazione della destinazione sulla funzione congressuale, un nuovo contenitore potrebbe risultare addirittura inutile. Inoltre il costo dell’operazione è tale che per essere giustificato le strutture dovrebbero avere una fruizione quotidiana e non solo in occasione di eventi particolari".

In altre parole la domanda di sedi per congressi e meeting attualmente esistente non giustificherebbe la costruzione di un’altra area dedicata.

In virtù di questo studio, Auletta e Ricci hanno chiesto che la discussione venisse inserita all’interno del nuovo Piano Strutturale in corso di realizzazione, "Perché potesse essere una previsione organica di territorio, e non una mera valorizzazione di assetti societari"

Una città in comune mette in dubbio l'etica dell'operazione: "Il Comune valorizza un’area di proprietà di una società di cui possiede azioni, quindi beneficiandone in maniera indiretta, ma di cui non ha più il controllo. La commistione tra logica pubblica e logica privata diventa evidente e scivolosa. Ma anche questo problema non lo si è voluto affrontare. Si rafforza quindi l’idea che l’urbanistica sia piegata ad altri interessi"

"Quest’Amministrazione è un disco rotto -esordiscono- concepisce lo sviluppo solo come nuovo cemento e nuovo consumo di suolo, unici motori (secondo loro) dell’economia cittadina. Cosa ci guadagnano davvero i cittadini pisani da queste scelte politiche? Noi vogliamo una vera riqualificazione del quartiere -concludono-non speculazioni mascherate da valorizzazioni”.

Linda Giuliani
© Riproduzione riservata



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