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mercoledì 26 giugno 2019

Cronaca venerdì 20 giugno 2014 ore 19:00

Concordia, il progetto del polo toscano

Tre delle sei aziende che sostengono lo smantellamento a Piombino sono del pisano. Ma Costa preferisce portare lavoro e investimenti a Genova



FIRENZE — Ci sono anche la Eco acciai e la Ecofor di Pontedera e la Gruppo Forti di Pisa tra le sei che, raggruppate in consorzio, si erano candidate a demolire la Concordia nel porto di Piombino e che chiedono un confronto sul loro progetto, a pochi giorni dal 25 giugno.

Il 25 è il termine ultimo per la scelta del porto di destinazione finale della Concordia e nel mondo politico infuriano le polemiche fra i sostenitori dell'ipotesi Genova (scelta anche da Costa) e dell'alternativa Piombino (appoggiata dal governatore della Toscana Enrico Rossi), alternativa che Costa ha scartato presentando alla conferenza dei servizi che dovrà decidere il sito di smantellamento del relitto un solo progetto, quello del consorzio Saipem per il porto di Genova. Ma le aziende del consorzio 'Piombino per la Concordia (Eco acciai, Asiu, Ecofor, Gruppo Forti, Despe e Cosnav engeneering) non ci stanno a essere escluse dall’operazione. E chiedono a Costa un confronto su loro progetto che prevede, oltre alla demolizione della Concordia, la trasformazione del porto di Piombino in un centro di eccellenza europeo, un porto ermetico terra mare – dicono gli imprenditori – in cui gestire tutte le problematiche relative allo smantellamento dando lavoro a 200 persone più l’indotto. E con gli investimenti per attrezzare i cantieri interamente a loro carico.

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