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mercoledì 21 agosto 2019

Attualità mercoledì 25 luglio 2018 ore 14:54

Il luppolo di Demetra, birra a chilometro zero

Il luppolo e le altre materie prime a chilometro zero, per produrre una birra al cento per cento nel territorio di Crespina Lorenzana



CRESPINA LORENZANA — Una realtà artigianale unica nel suo genere. Una birra fatta con materie prime che nascono nei campi a pochi chilometri di distanza, la conduzione familiare, l'attaccamento al territorio e lo sguardo sul mondo al tempo stesso.

Tutto questo è l'Opificio Birrario ( sede e punto vendita a Cenaia, luppoleto a Ceppaiano, campo di orzo e grano a Lorenzana ) di Crespina Lorenzana, una perfetta sintesi di come si possa fare un prodotto di qualità sfruttando e mettendo assieme materie prime, sacrificio, passione.

Tanta passione, quella messa in campo dal titolare Fabrizio Di Rado, che con la compagna e il resto della famiglia tira avanti, dal 2012, la struttura.

Ieri è arrivato un riconoscimento importante, a livello nazionale. Un convegno sul ruolo della materia prima della birra, il luppolo, che si è svolto in una struttura adiacente proprio al suo luppoleto, di circa due ettari.

"Sì, una soddisfazione - dice Di Rado - con tante persone arrivate da tutta Italia con le quali abbiamo passato una giornata intensa. Perchè la scelta dell'Opificio Birrario? Vede, noi in un certo senso siamo una struttura davvero unica. Le nostre materie prime le coltiviamo, le raccogliamo, le selezioniamo, le trasformiamo per produrre circa 300 ettolitri all'anno. Un numero piccolo ma con una filiera interamente sul territorio. Una filiera che in Italia manca. Gli altri birrifici artigianali acquistano gran parte della materia prima, così come fanno i grandi gruppi industriali. Noi invece possiamo orgogliosamente dire che la nostra Demetra ( birra chiara, prodotto di punta dell'azienda ) è fatta tutta qui, a Crespina Lorenzana".

Il convegno di ieri puntava proprio a dare risposte sulla filiera e rientrava in una prospettiva nazionale di ampio respiro, sposata anche dalle istituzioni.

"Il prossimo anno potremo accedere ad un finanziamento europeo che ci permetterà di acquistare un maltatore - dice con orgoglio Di Rado - per andare avanti puntando sempre sulla qualità del prodotto".



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