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martedì 21 maggio 2019

Cronaca mercoledì 14 maggio 2014 ore 11:25

Appunti sull'Odissea, un concorso per decifrarli

C'è riuscito uno studente dell'Università di Pisa, che ha vinto la sfida lanciata dalla biblioteca dell'ateneo di Chicago



PISA — Si chiama Daniele Metilli lo studente di informatica umanistica dell'università di Pisa che è riuscito a decifrare una scrittura misteriosa utilizzata per commentare un'edizione dell’Odissea di Omero stampata nel 1504 a Venezia, vincendo un concorso indetto dalla biblioteca dell’Università di Chicago.

Metilli, originario di Borgomanero (Novara), ha intuito che quelle parole a margine dei versi di Omero erano espressione di un sistema stenografico diffuso in Francia nell’Ottocento. Facendo una ricerca su internet, Daniele si è imbattuto in una tabella con un codice che sembrava identico, scoprendo che era quello inventato da Jean Félicité Coulon de Thévenot (1754-1813) nel tardo Settecento, e a lungo in uso nell’Ottocento. Le annotazioni sarebbero per lo più traduzioni in francese di parole e frasi dal testo originale dell’Odissea. 

I ricercatori italiani hanno risolto il mistero anche grazie a una data leggibile ("25 aprile 1854") e a un’edizione del 1819, riveduta da un professore di stenografia. Aiutati da due traduzioni francesi dell’Odissea di Omero, una del 1842, l’altra del 1854-1866, hanno portato a termine il lavoro di traduzione delle annotazioni prima di tutti gli altri, impiegando poche ore per intuire l’origine dei simboli che contornavano il testo in greco.



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