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mercoledì 20 marzo 2019

Politica mercoledì 13 febbraio 2019 ore 15:15

Cpr a Coltano, interrogazione in Regione

L’assessore Federica Fratoni ha risposto in aula all’interrogazione dei consiglieri del Partito democratico Mazzeo, Nardini e Pieroni



FIRENZE — La notizia apparsa sulla stampa nei giorni scorsi - sull’ipotesi avanzata dall’attuale Governo nazionale di utilizzare una vecchia caserma di proprietà del Demanio in via Cappellini a Coltano, frazione del Comune di Pisa, come sede di un Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) dei migranti – ha portato i consiglieri del Partito democratico Antonio Mazzeo, Alessandra Nardini e Andrea Pieroni, a interrogare il presidente della Giunta regionale.

I consiglieri chiedono se l’Amministrazione regionale sia al corrente e se sia stata coinvolta nella decisione e, infine, se intenda attivarsi nei confronti del Governo, in caso di realizzazione di un Cpr in Toscana, per la preventiva apertura di un tavolo di confronto con i livelli istituzionali interessati, a partire dalla Regione, così come previsto dalla legge.

Secondo gli interroganti “l’ipotesi di creare un Cpr a Coltano è da respingere con forza, in quanto luogo non adeguato per tale destinazione; e, più in generale, rispetto al tema della gestione dei migranti, sia gli effetti nefasti del c.d. Decreto Salvini che l’immobilità dello stesso Governo per quanto concerne il tema degli accordi internazionali per il rimpatrio, finiscono solo per provocare maggiore allarme sociale, senza governare il fenomeno dei migranti”.

“Ad oggi non è pervenuta all’attenzione della Regione alcuna comunicazione in merito alla volontà del Governo di aprire un Centro di permanenza per il rimpatrio a Coltano – ha risposto l’assessore Federica Fratoni – né sono pervenute comunicazioni ufficiali circa l’intenzione di aprire un Cpr in altre parti del territorio toscano”. “Nel caso in cui dovesse giungere detta comunicazione – ha concluso – sarà cura della Regione informare e coinvolgere prioritariamente tutti i livelli istituzionalmente interessati”.

“La giunta regionale, rispondendo questa mattina in aula all'interrogazione che avevamo presentato la scorsa settimana, ha confermato quello che sospettavamo: sulla ipotesi di realizzazione di un Cpr a Coltano il Governo non ha minimamente informato la Regione né, di conseguenza, alcuno degli enti locali interessati a partire dal Comune di Pisa”. Così i consiglieri regionali PD Antonio Mazzeo, primo firmatario e intervenuto questa mattina in aula, Alessandra Nardini e Andrea Pieroni commentando la risposta dell’assessore in merito alla ipotesi della realizzazione di un centro per i rimpatri in provincia di Pisa.

“Leggendo quanto uscito sulla stampa e le parole dello stesso sindaco Michele Conti - proseguono i tre consiglieri dem - sembrava che il percorso fosse invece già partito. Se così fosse, dunque, il ministero dell’interno sta agendo in totale e assoluta autonomia ma gli ricordiamo che la legge prevede che il presidente della regione interessata sia preventivamente avvisato. Per quanto ci riguarda confermiamo quanto abbiamo detto fin dall’inizio: noi siamo e restiamo contrari a una simile ipotesi esattamente come eravamo contrari nel 2011 quando a proporlo fu Berlusconi generando una sollevazione popolare tra i cittadini di quel quartiere. Resta il fatto che, al contrario di quando in campagna elettorale la Lega prometteva uno sviluppo agricolo dell’area e fondi per il recupero della stazione Marconi, la realtà ci dice che le risorse per quel progetto sono andate perse e si vuole invece realizzarci un centro per i rimpatri. E sentire il sindaco e i vertici del Carroccio dire che quello potrebbe essere un luogo adatto significa che non conoscono minimamente il nostro territorio e ne ignorano i bisogni e le problematiche. Ribadiamo dunque non solo tutta la nostra contrarietà al progetto, ma la necessità assoluta che qualsiasi decisione o ipotesi il governo voglia avanzare debba essere preceduta da un confronto approfondito con la Regione e gli enti locali. In quel caso avremo modo di esplicitare tutte le nostre preoccupazioni e i motivi della nostra contrarietà di fronte a chi, evidentemente, non ha minimamente a cuore Pisa e i pisani ma solo la ricerca del proprio consenso personale”.



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