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Cronaca lunedì 24 marzo 2014 ore 19:20

Formazione e regole, le richieste delle guide

Confesercenti contro la delocalizzazione delle professioni turistiche. A Pisa il settore occupa 12mila addetti e vale più del 5% dell'economia



PISA — "Serve una normativa che individui un percorso formativo specifico per diventare guida turistica e di una legge che regoli e tuteli le guide turistiche impedendo la delocalizzazione della professione che ha una ricaduta importante sul territorio in termini occupazionali".
Lo ha ricordato la vicepresidente nazionale di Federagit Confesercenti Valentina Grandi durante il convegno nazionale Tutela del patrimonio culturale italiano, valore e ruolo delle professioni turistiche promosso da Confesercenti e che si è tenuto oggi a Pisa, al Palazzo dei Dodici in Piazza dei Cavalieri.
Al centro del dibattito, c'è l’approvazione della legge europea 2013 che ha istituito la guida nazionale e che permette a soggetti provenienti dagli altri Paesi europei e privi di una qualificazione accertata relativa al nostro patrimonio culturale, di effettuare visite guidate in tutta Italia. Senza poter garantire la conoscenza specifica dei monumenti e della storia dettagliata di ogni città.
L’incontro arriva dopo una serie di manifestazioni e iniziative promosse da Federagit Confesercenti (Federazione Italiana Guide Turistiche Accompagnatori e Interpreti) che si sono svolte in questo mese per chiedere alle istituzioni di modificare la legge vigente: dal sit-in di protesta del 6 marzo a Roma davanti al ministero dei Beni culturali, all’incontro tra una delegazione dei rappresentanti delle guide turistiche abilitate e il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini, che ha mostrato la propria disponibilità ad affrontare il problema e ad approfondire gli effetti negativi dell’attuale normativa. 

All’evento odierno hanno preso parte le istituzioni del territorio, dal vicesindaco
del Comune di Pisa Paolo Ghezzi, al vicepresidente della Camera di Commercio di Pisa Valter Tamburini, rappresentanti della Regione Toscana, del Governo e delle associazioni di categoria come il presidente di Confesercenti area pisana Antonio Veronese.
Dagli interventi, inoltre, è emerso come il settore culturale rappresenti un vero e
proprio caposaldo dell’economia della provincia di Pisa. Considerando le attività
dei settori dei beni e attività culturali e dell’industria culturale, la provincia di Pisa
si colloca al sesto posto, a livello nazionale, per peso del valore aggiunto sul totale dell’economia provinciale.
Il “core” del settore vale infatti 567 milioni di euro, il 5,4 per cento del totale dell’economia provinciale e occupa quasi 12mila addetti (il 6,1 per cento del totale degli occupati in tutta la provincia).
Valori che salgono ulteriormente (2,1 miliardi di euro e 45mila addetti) se prendiamo in considerazione la più ampia filiera culturale consistente nell’insieme di attività interconnesse con il settore come l’enogastronomia, la produzione artigiana, gli alberghi, la ristorazione, l’architettura e l’edilizia di riqualificazione.

Viola Luti
© Riproduzione riservata



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