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Attualità venerdì 10 aprile 2015 ore 16:57

Inaugurata la prima Officina trasfusionale toscana

Quella all'ospedale di Cisanello è la prima nella regione. Prevista la realizzazione di tre strutture, una per ciascuna area vasta



PISA — L’Officina trasfusionale dell’area vasta nord-ovest inaugurata oggi all'ospedale di Cisanello oggi è la prima realizzata nella Regione Toscana. Prevista la realizzazione di tre strutture, una per ciascuna area vasta.

Dopo una fase di test, durante la quale la nuova struttura ha acquisito dai servizi trasfusionali dell’area vasta tutti gli esami d’immunoematologia per la validazione delle unità di sangue, è iniziata la lavorazione delle sacche prelevate dal servizio trasfusionale dell’Aoup, aggiungendo progressivamente le Aziende Usl di Pisa, Versilia, Massa, Lucca, Livorno. Il processo si è completato nel mese di marzo.

Gli scopi della riorganizzazione mirano a due obiettivi: innanzitutto il laboratorio potrà garantire il raggiungimento di standard europei nella produzione degli emocomponenti e del plasma da conferire all’industria, per la preparazione di emoderivati. Inoltre, l’assetto raggiunto consentirà di sviluppare un nuovo sistema di distribuzione delle unità di emoderivati ai servizi trasfusionali degli ospedali, basato su una “emoteca informatica” visibile da tutti i servizi, al fine di prevenire le criticità delle scorte, favorendo la disponibilità equilibrata di sacche dei diversi gruppi sanguigni.

La costituzione dell’Officina trasfusionale è coerente con l’azione di riorganizzazione complessiva dei laboratori della Aoup e dell’Area vasta nord ovest. La struttura è realizzata su una superficie di circa mille metri quadrati, completamente ristrutturata ed organizzata in ambienti dedicati alle varie fasi della lavorazione, secondo la sequenza dei flussi di lavoro, in maniera da effettuare un efficace clinical risk management.

Gli standard di servizio e le modalità operative sono stati definiti da un comitato tecnico a cui hanno partecipato i direttori dei servizi trasfusionali dell’area vasta, supportati dalle direzioni sanitarie, del Centro regionale sangue, dei servizi informativi dell’Estar. Ai professionisti coinvolti è stato affidato il non facile compito di razionalizzare il flusso di lavoro, partendo dalla rivisitazione delle procedure dei propri servizi. Infatti, anche se la materia è strettamente normata, piccole differenze si erano stratificate nella pratica quotidiana, portando a protocolli operativi fortemente differenziati.

Le procedure informatiche sono state ridisegnate per risultare coerenti con il flusso di lavoro e per consentire sia ai servizi trasfusionali che al Centro regionale sangue la completa tracciabilità del sistema.

Per l’assessore Marroni “questa inaugurazione è importantissima per vari motivi. Per capirlo – ha detto - bisogna tornare indietro di 2 anni, al progetto di razionalizzazione di tutto il sistema toscano dei servizi, con la famosa delibera 1235, che ha portato anche alla legge attuale di riforma della sanità toscana. Ebbene, in quel progetto di razionalizzazione complessiva c’era anche la riorganizzazione della filiera del sangue, non tanto il sistema di raccolta, che invece funziona molto bene grazie alle associazioni dei donatori ma soprattutto la parte relativa alla lavorazione degli emoderivati. All’epoca esistevano circa 27 centri di lavorazione in ognuno dei maggiori ospedali toscani, ma quello era un approccio superato poiché nel mondo la tendenza è di centralizzare la lavorazione degli emocomponenti, per ragioni di qualità e sicurezza. Oggi lavorare il sangue è un processo sempre più complesso, e soprattutto regolamentato, è a tutti gli effetti come lavorare un farmaco. Da qui la decisione di fare, da circa 27 "centraline", 3 grandi centrali. Per questo oggi è molto importante aver realizzato qui la prima delle 3 officine trasfusionali di area vasta della Toscana. Si tratta di un grosso lavoro progettuale, dietro c'è stato un investimento di circa 6-700mila euro per cui ringrazio ancora una volta tutti e soprattutto i donatori, perché lavoriamo un prodotto non nostro, che ogni giorno ci viene donato grazie alla loro generosità"



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