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Attualità martedì 21 ottobre 2014 ore 12:19

Infezioni ospedaliere, se ne parla in un convegno

A Pisa specialisti a confronto per abbattere il numero dei pazienti che si infettano in ospedale. Obiettivo trovare nuovi protocolli più sicuri



PISA — Un incontro regionale tra specialisti del settore per affrontare il delicato problema delle infezioni ospedaliere. Il convegno organizzato a Pisa è il secondo degli incontri regionali del Progetto di Consenso Antimicrobial Stewardship che riunirà i massimi esperti nazionali con l’obiettivo di giungere, attraverso il contributo dei vari centri regionali, a un documento condiviso dagli specialisti del settore sulla valorizzazione ed ottimizzazione delle risorse per il controllo delle infezioni ospedaliere e sulla corretta gestione degli antibiotici.

Il progetto, realizzato con il contributo incondizionato di Pfizer e con il patrocinio della Società italiana di farmacia ospedaliera e della Società italiana di malattie infettive e tropicali, prevede molteplici incontri con la partecipazione dei diversi professionisti coinvolti nella gestione delle infezioni nosocomiali: chirurghi, infettivologi, microbiologi, virologi, anestesisti, internisti e farmacisti ospedalieri, con l’obiettivo comune di migliorare l’outcome del paziente, ridurre l’insorgenza di resistenze antimicrobiche, ridurre gli eventi avversi correlati all’uso improprio degli antimicrobici e, conseguentemente, ridurre la spesa incongrua.

“Un progetto di Antimicrobial Stewardship, in collaborazione con la unità operativa di Farmacia, è stato attivato nell’Azienda ospedaliera universitaria pisana, già dal 2010 - afferma Francesco Menichetti, direttore della clinica di malattie infettive dell’ospedale di Pisa - esso si avvale dell’impegno di medici infettivologi e di farmacisti che, insieme, permettono un uso prudente, razionale ed appropriato della terapia e della profilassi antibiotica.”

Programmi come questi, tesi a razionalizzare e ad ottimizzare l’uso degli antibiotici, rappresentano un elemento fondamentale per il miglioramento della qualità all’interno delle strutture ospedaliere “Il programma messo in atto dall’Azienda ospedaliera universitaria pisana è basato inoltre sul contributo del laboratorio di microbiologia della unità operativa di malattie infettive per una tempestiva diagnosi eziologica delle infezioni gravi -spiega Menichetti, che prosegue sottolineando i risultati raggiunti - tale programma ha portato negli anni ad un contenimento della pressione antibiotica nei pazienti ricoverati e ad un risparmio considerevole di risorse economiche”. Circa 6 pazienti su 100 contraggono un’infezione in ospedale, un dato che assume un notevole significato considerando la gravità delle infezioni ospedaliere, inoltre la prescrizione dell'antibiotico si distingue da quella di altri farmaci per l'impatto che ha non solo sul singolo paziente, ma anche sulla flora batterica ospedaliera che investe tutti i pazienti. È infatti dimostrata una stretta correlazione tra l'impiego di un antibiotico e i livelli di resistenza: “Per questo diventa fondamentale un loro utilizzo razionale e sempre più mirato, in grado di contrastare l’insorgenza di resistenze antimicrobiche” conclude Menichetti. L'Antimicrobial Stewardship mira, tra le altre cose, a ridurre la selezione e la diffusione di germi resistenti, limitando gli effetti avversi degli antibiotici, con un forte impatto sulla gestione dei costi della sanità pubblica garantendo il miglioramento delle condizioni di salute dei pazienti ricoverati presso le strutture ospedaliere.



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