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martedì 21 maggio 2019

Cronaca mercoledì 07 maggio 2014 ore 15:20

"Irragionevole vocazione egemonica e accentratrice di Firenze"

ConfcommercioPisa in difesa dell'aeroporto Galilei: "Un gioiello economico e gestionale"



PISA — “Condividiamo la linea dura del sindaco di Pisa Marco Filippeschi, affinché quel gioiello economico e gestionale che rappresenta il Galilei di Pisa non venga distrutto e depauperato in brevissimo tempo". 
Secondo Federica Grassini e Alessandro Trolese, presidente e vice di ConfcommercioPisa, è in atto un tentativo di spoliazione dello scalo pisano a opera di Firenze. "L'irragionevole vocazione egemonica e accentratrice di Firenze - spiegano - si replica automatica ogni volta che c'è qualcosa da 'annettere'. Gli 'aggressori' usano a sproposito parole come campanilismo, mentre come abili prestigiatori cambiano le carte in tavola. Da Firenze lanciano accuse gratuite ma fanno di tutto per far saltare il patto: la pista di Peretola va allungata, il Pit ignorato, la gestione del Galilei deve inopinatamente passare in mano agli argentini. Agitano come un vessillo lo spettro della competizione con Bologna, come se implicitamente ascrivessero a loro stessi i successi straordinari del Galilei, piuttosto che, come dovrebbero fare in realtà, assumersi le responsabilità per i fallimenti dello scalo fiorentino. Sanno di non poter fare a meno dell'aeroporto pisano, totalmente autofinanziato, che macina continuamente viaggiatori e nuove destinazioni e che rappresenta l'autentica cassaforte di una operazione imprenditoriale per certi versi discutibile. Perché i toscani dovrebbero versare 120 milioni di euro di loro tasse per la nuova pista fiorentina? Si può ritenere questa una priorità per gli oltre 3 milioni e settecentomila toscani, che considerano pacificamente Pisa il loro aeroporto efficiente e funzionale, e che sono afflitti da ben altri e più gravi problemi di trasporto pubblico (bus, treni...)? No, Peretola non è una priorità per nessuno, neppure per i fiorentini che prendono l'aereo a Pisa. Il nostro appello è rivolto al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, affinché vigili sul rispetto dei patti sottoscritti e che sappia essere il garante delle prerogative di tutti i toscani e non della sua minoranza più famelica e arrogante”.



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