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giovedì 18 luglio 2019

Cronaca martedì 18 febbraio 2014 ore 19:06

La Toscana del prof Rossi

Il governatore spiega la regione agli studenti di Cascina, tra mafia, alluvioni, lavoro nero ma anche turismo ed eccellenze



CASCINA — Passato, presente e futuro di una regione che ha tante potenzialità, che avrà sbagliato come tutti, ma che ha saputo anche fare bene.
Quando il governatore della Toscana Enrico Rossi ha raccontato la Toscana agli studenti del Pesenti di Cascina, lo ha fatto spaziando dalle opere realizzate dal granduca Leopoldo, alle attuali eccellenze, dalla moda alla pelle, dalla cantieristica al turismo, senza tacere le criticità come quella rappresentata dal sommerso pratese e dalla condizione dei lavoratori cinesi. 
Accompagnato dall'assessore regionale al Bilancio Vittorio Bugli, dal sindaco di Cascina Alessio Antonelli e dalla dirigente scolastica Carmen Ketty Savino, Rossi ha incontrato gli studenti nella biblioteca d'istituto.
"Un amministratore - ha detto il presidente – deve mettere passione nel suo lavoro e avere al centro l'interesse pubblico e non il proprio. Le eccellenze toscane non sono certo merito mio. A me e ad altri spetta però il compito di favorire lo sviluppo di questa regione, di tutelare il suo territorio, di investire, così come stiamo facendo, nella sanità, nella scuola e nel sociale. Infine, ma non meno importante, dobbiamo fare il possibile per creare lavoro e occupazione, anche se da questo punto di vista servono soprattutto politiche e investimenti nazionali".
Poi sono arrivate le domande dei ragazzi, a partire dalla connessione tra alluvioni e eccessive costruzioni. Il presidente ha dato ragione alla studentessa che ha posto la domanda, riconoscendo che si è costruito troppo e ha detto che la Regione sta per approvare un legge per tutelare il territorio, così da fare quella che ha definito "prevenzione primaria".
Quanto a quella secondaria ha detto che la Regione ha stanziato 50 milioni di euro nel 2014 per la difesa del suolo, ma che il Governo deve metterne altrettanti mentre a oggi per la Toscana ne ha stanziati solo 2.
Presenza della mafia in Toscana e possibilità di utilizzare i fondi per la cultura sono state le successive domande degli studenti. Alla prima Rossi ha risposto che anche da noi il modo migliore per colpire la mafia è sottrarle la ricchezza e ha chiesto che i beni sottratti alla criminalità non siano venduti, ma assegnati a Regione e Comuni perché li utilizzino per fini sociali.
Sulla cultura ha detto che la Regione nonostante i pesanti tagli di bilancio non ha tagliato i fondi per la cultura e conta di raccogliere altri finanziamenti europei grazie agli ottimi progetti che è in grado di presentare all'Unione. Burocrazia che frena, energie rinnovabili e sviluppo delle infrastrutture e dei trasporti sono state le ultime tre sollecitazioni dei giovani.
"I freni posti dalla burocrazia agli imprenditori – ha risposto Enrico Rossi – non sono accettabili. Per questo la Regione si sta riprendendo alcune deleghe concesse agli enti locali. Quanto alle energie rinnovabili la nostra caratteristica mondiale è la presenza della geotermia rispetto alla quale abbiamo chiuso il ciclo delle concessioni concesse ad Enel per le alte entalpie (temperature) mentre rilasceremo i permessi per la media entalpia, sicuramente meno impattante. Infine sposiamo in pieno la strategia europea 20-20-20, ovvero entro il 2020 -20% di emissioni di gas serra in atmosfera, +20% di utilizzo di energie rinnovabili, +20% di risparmio energetico. Circa le infrastrutture ferroviarie non dismetteremo nessuna linea, ma chiediamo al governo di investire nella rete regionale toscana". Le ultime considerazioni le ha riservate al caso Prato, dove esistono 1 miliardo di "nero" e condizioni di lavoro drammatiche. Per questo la Regione ha assunto 72 ispettori e chiede al Governo un impegno costante e capillare per garantire il ripristino della legalità.



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