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mercoledì 29 giugno 2016

Lavoro giovedì 31 luglio 2014 ore 13:35

"Le sagre ci costano 8 milioni ogni anno"

La denuncia dei commercianti di Pisa e provincia che stimano: "800 giorni di sagre ogni anno"

PISA — Una perdita tra i sei e gli otto milioni di euro. Questa la cifra che secondo Confcommercio Pisa non incassano ogni anno i ristoratori di Pisa e della provincia, a causa delle centinaia di sagre che si svolgono durante l'anno solare.

“Il fenomeno è ormai incontrollato – attacca Federico Pieragnoli direttore di Confcommercio Pisa – nell'indifferenza di molti comuni, che non ne comprendono la gravità. In Toscana si contano oltre 4mila sagreper un giro d'affari che supera gli 82 milioni di euro. La provincia di Pisa fa la sua parte, con più di 800 giorni di sagre ogni anno”. 

Pieragnoli fa un esempio: “Il comune di Pisa detiene forse un record: dopo avere autorizzato una festa di partito per 24 giorni, è arrivato ad autorizzare una sagra del pesce, a Marina di Pisa, per altri 17 giorni consecutivi”.

“In queste sagre - continua il direttore - ogni carattere di storicità e tipicità è completamente accantonato e a prevalere è solo un interesse esclusivo nel fare cassa, sfruttando al massimo le pieghe di una normativa che tollera queste forme di concorrenza sleale e il lavoro di centinaia di cosiddetti volontari. Con questo giochino, i pubblici esercizi regolari di Pisa e provincia perdono ogni anno una cifra compresa tra i sei e gli otto milioni di euro. Nessuno rimborserà loro questa cifra e magari, all'inizio del prossimo anno, si troveranno aumentata una qualche imposta locale”.

Pieragnoli pone poi l'attenzione sul mese che sta per arrivare, agosto: “Il mese di agosto – dice - avrà oltre 120 giorni di sagre in calendario. Un calcolo semplice, basta sommare i giorni delle sagre più importanti alle feste di partito di Pisa”.

Eppure secondo il direttore di Confcommercio si potrebbe intervenire, come è stato fatto a Ferrara: “L'agenzia delle Entrate di Ferrara ha multato una sagra per oltre 50 mila euro – spiega Pieragnoli - richiedendo giustamente agli organizzatori una contabilità in linea con ogni altro esercizio commerciale. È questa una strada da percorrere molto più frequentemente, così come quella dei puntuali controlli igienico-sanitari e di tutela del lavoro”.

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