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martedì 26 marzo 2019

Cronaca domenica 20 aprile 2014 ore 12:05

"L’azienda ospedaliero universitaria in mano a una società immobiliare"

Il consigliere regionale Chiurli (Democrazia Diretta): "Dopo gli aeroporti, arriva l'Opa sugli ospedali"



PISA — “All’indomani dell’acquisizione delle quote di maggioranza degli aeroporti di Pisa e Firenze, il magnate armeno-argentino Eurnekian lancia l’opa anche sui nostri ospedali: gli immobili di proprietà dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi finiscono nelle mani di una società mista con il dichiarato scopo di commercializzazione e valorizzazione”.
E’ quanto afferma il consigliere regionale Gabriele Chiurli (Democrazia Diretta), alla luce della documentazione esaminata nell’ambito della Commissione d’inchiesta sugli immobili delle Asl toscane.

“Dalle carte – spiega Chiurli - è emerso che nel 2012 Azienda Ospedaliera (AOUC) e Società Aeroporto Toscano (SAT), che gestisce il Galileo Galilei di Pisa, hanno costituito una società mista, la Immobili A.O.U. Careggi Spa. In data 25 febbraio 2014, proprio in concomitanza alla scalata di Corporacion America a Sat e Adf, le parti hanno sottoscritto una convenzione con cui questa società immobiliare è incaricata di gestire l’attività dicommercializzazione e valorizzazione di alcune aree interne all’Ospedale (compreso il CTO) ed esterne (tra cui un paio di coloniche e alcuni appezzamenti di terreno). In altre parole Careggi ha spalancato le porte a speculatori privati, nell’indifferenza generale, a partire da quella della stessa Regione Toscana”.

“Un fatto tanto più grave – rincara il consigliere - dal momento in cui è stata proprio la Regione Toscana a spingere per l’ingresso a spron battuto del gruppo di Eurnekian nella compagine societaria degli aeroporti toscani e adesso sarebbe a un passo da vendergli anche buona parte delle proprie quote in SAT, così da liberarsi finalmente del problema della holding Firenze-Pisa e delle decisioni sulla pista del Vespucci”.

“Riassumendo: prima la Regione vende le proprie quote in AdF nell’era Martini, poi ne ricompra un pacchetto da 5 milioni di euro nell’era Rossi (perdendoci nel cambio), millantando di voler tornare a incidere sulle scelte societarie in vista di una maggior integrazione con Pisa, infine vende le proprie quote in SAT, affidando la riuscita dell’operazione esclusivamente al buon senso del socio privato di maggioranza. Con quale logica? Fatto sta che i soci pubblici di SAT – conclude Chiurli - scenderanno a quota 20%, il magnate straniero avrà la maggioranza nei nostri aeroporti e in dote anche gli immobili di Careggi”.



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