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venerdì 23 agosto 2019

Cronaca martedì 20 giugno 2017 ore 18:35

Estorsioni e rapine a una famiglia, cinque arresti

Si è conclusa così l'operazione Santo Domingo condotta dai carabinieri. Gli arresti sono stati effettuati tra Lucca, Pisa, Firenze e Savona



LUCCA — Cinque persone dietro alle sbarre. Così è terminata l’operazione denominata Santo Domingo che si è svolta tra le province di Lucca, Pisa, Firenze e Savona e condotta dai carabinieri del Comando Provinciale di Lucca insieme ai militari dei comandi territoriali competenti.

I reati contestati a queste 5 persone, quattro uomini e una donna, sono quelli di rapina aggravata e estorsione, per due rapine commesse nell’abitazione di una coppia di coniugi di Capannori e le successive richieste estorsive nei loro confronti.

L’indagine condotta sotto la direzione del pm Antonio Mariotti della Procura di Lucca, ha avuto inizio solo molto tempo dopo che le rapine erano state consumate perché inizialmente i fatti non erano stati denunciati dalle vittime per timore di ritorsione. Poi queste, esasperate, si sono presentate alle forze dell'ordine.

La prima rapina, infatti, è stata perpetrata nel marzo dello scorso anno. Malviventi a volto scoperto e con accento spagnolo si sono introdotti nell’abitazione della coppia e alla loro presenza e quella dei propri figli minori, dopo averli colpiti con schiaffi, sotto la minaccia di una pistola si sono fatti consegnare 5mila euro.

La seconda rapina, invece, è stata consumata nel mese di giugno dello scorso anno e gli stessi soggetti, dopo aver sorpreso l’uomo appena fuori casa e averlo costretto a rientrare brandendo una mazza e una bottiglia contenente liquido presumibilmente infiammabile, alla presenza della donna e dei figli, hanno minacciato di dare fuoco alla casa stessa. Si sono fatti così consegnare altri 6mila euro in contanti e vari oggetti in oro, per poi fuggire a bordo di una Audi grigia che è successivamente risultata in uso ad uno dei soggetti arrestati.

Le indicazioni fornite dalle vittime (descrizione dei rapinatori, auto con cui sono fuggiti), le attività tecniche, le perquisizioni effettuate nel corso dell’indagine, hanno consentito di scoprire i colpevoli, riconosciuti anche grazie a delle foto: i tre dominicani che sono stati gli autori materiali delle rapine commissionate dietro pagamento di un compenso da un uomo e una donna, forse per qualcosa accaduto in precedenza.

Qualche tempo dopo, inoltre, le vittime sono state nuovamente “contattate” dalla banda e in seguito a diverse minacce, costrette a effettuare in più occasioni versamenti sul circuito money-gram per un totale di 3mila euro. La richiesta di ulteriori 5mila euro, avvenuta alcuni mesi dopo, ha portato la famiglia alla decisione di non pagare più.



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