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Lavoro giovedì 27 marzo 2014 ore 13:15

Manifattura, in provincia è sempre più crisi

Soffrono di più i settori del legno, la metalmeccanica e l’elettronica dei mezzi di trasporto



PISA — Diminuisce il fatturato delle manifatture in provincia di Pisa. Soffrono di più i settori del legno, la metalmeccanica e l’elettronica dei mezzi di trasporto. Nel quarto trimestre 2013 infatti, i dati dell’indagine sulle manifatture pisane con oltre dieci addetti condotta dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Pisa segnalano un’ulteriore contrazione del 3,6 per cento e anche il fatturato registra una diminuzione dell’1,9 per cento.
Dopo la pausa estiva riprende anche il calo dell’occupazione industriale (-0,2 per cento) e, a causa della feroce pressione competitiva, la tendenza dei prezzi alla produzione rimane sull’orlo della deflazione (+0,5 per cento tendenziale).
Si tratta di dati particolarmente negativi perché se è vero che era poco plausibile il ritorno in terreno positivo, il peggioramento rispetto al terzo trimestre era ancora più inatteso.

Se le evoluzioni complessive continuano a essere negative, dal versante estero i dati rimangono ancora con il segno positivo (+0,7 per cento il fatturato e +0,5 per cento gli ordinativi provenienti dall’estero) segno di come dal versante internazionale stiano venendo gli unici elementi di sostegno al settore industriale. A gettare sabbia negli ingranaggi delle imprese che operano oltre frontiera viene però l’impennata dell’euro che, nella media del quarto trimestre 2013, si assesta a quota 1,361 contro l’1,297 del medesimo periodo del 2012.

Che la crisi sia ancora ben lungi dall’essere superata si legge anche dall’elevato numero di ore di cassa integrazione autorizzate e dal calo nel grado di utilizzo degli impianti. Nel periodo ottobre-dicembre 2013, il numero di ore di Cig della manifattura pisana tocca quota 902mila delle quali quasi l’80 per cento afferente alle componenti più critiche quali la straordinaria e quella in deroga.

A livello settoriale, solo le pelli (+0,7 per cento) e i minerali non metalliferi (+0,4 per cento) registrano una lieve crescita. Particolarmente negative, invece, le cadute negli altri comparti con il legno-mobili (-8,2 per cento), la metalmeccanica (-6,5 per cento) e l’elettronica-mezzi di trasporto (-5,6 per cento) a segnare i risultati peggiori. Relativamente migliore, ma pur sempre negativa, la flessione nelle calzature (-2,8 per cento) e nella chimica-farmaceutica-gomma-plastica (-2,1 per cento).

Piccolo passo in avanti per il clima di fiducia degli imprenditori industriali pisani che, tuttavia, rimane ancora negativo: le attese relative ai primi tre mesi del 2014 raggiungono quota meno 7 punti percentuali.

“Nonostante i timidi segnali positivi che emergono a livello internazionale i dati di fine 2013 - spiega il presidente della Camera di Commercio di Pisa Pierfrancesco Pacini - confermano una situazione estremamente difficile per l’industria pisana. Per traghettare l’industria pisana fuori dalla crisi, la Camera di Commercio non solo conferma l’impegno per agevolare l’accesso al credito delle piccole realtà con il supporto ai Consorzi di Garanzia Fidi ma anche sostenendo quelle che vogliono lanciarsi sui mercati internazionali”.



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