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giovedì 28 luglio 2016

Cronaca sabato 03 ottobre 2015 ore 12:42

Minacce ai vertici di Ctt nord, indagini in corso

Cinque lettere minatorie sono arrivate in contemporanea a Prato, Lucca, Pistoia e Pisa. I vertici dell'azienda di trasporti:"Non ci faremo intimidire"

PISA — "Controlliamo in modo capillare e giornaliero. I collusi con l'imperialista Banci e le loro famiglie per primi. Il tempo di stabilire responsabilità e regolarle è indilazionabile".

Poche parole scritte al computer su un foglio di carta, messe in una busta e recapitate alla sede principale del Ctt nord ( azienda di trasporto pubblico ) a Pisa, nelle due strutture di Pistoia e Lucca e alle aziende consorziate Copit e Cap di Prato. Nel mirino di un anonimo finisce l'amministratore delegato Alberto Banci, che ha presentato denuncia ai Carabinieri e scelto di rendere noto quanto avvenuto, anche alle luce di due precedenti episodi: una lettera del dicembre scorso e un'altra della scorsa primavera pervenute nell'ufficio di Prato del manager e addirittura a domicilio. Stessi concetti deliranti, stesse minacce.

Oggi i vertici aziendali hanno incontrato la stampa a Pisa per dire che il processo di risanamento portato a termine nelle varie aziende del consorzio e l'attività che le vede coinvolte con buona possibilità di uscirne vincitori nella gara europea che individua il soggetto gestore del trasporto pubblico in Toscana va avanti a passo spedito. Anzi, forse, l'anonimo - molto probabilmente un interno che conosce bene meccanismi consortili e dinamiche aziendali - ha capito che avrà a che fare anche in futuro con gli stessi vertici coi quali ha probabilmente lavorato finora e questo potrebbe essere un elemento scatenante dell'ultima missiva.

In più c'è una scia di episodi accaduti negli ultimi anni. "Non solo le lettere - racconta Banci, assieme al Presidente di Ctt nord Andrea Zavanella, al vice Amato, alla consigliera Simona De Ghelli, a Federico Toscano ( Copit Prato ) e Giuseppe Gori ( Cap Prato ) - ma anche auto graffiate ai dirigenti, lettere affisse in bacheca e sabotaggi ai mezzi, alcuni gravi come quello ad uno scuolabus a Livorno. Tutti episodi per i quali sono state presentate denunce.

Ma cosa può avere scatenato tutto questo? "Si va nel campo delle ipotesi - sostiene Zavanella - abbiamo disdettato vecchi accordi sindacali e una sentenza ci ha dato ragione, ma recentemente abbiamo ripreso un dialogo col sindacato proprio sui temi dell'integrativo. Chissà, magari a qualcuno proprio questa ultima cosa non è piaciuta".

"Però - prosegue Zavanella - abbiamo deciso di non mettere più la sordina su questi episodi, è stata superata la linea di demarcazione"

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