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Cronaca sabato 21 giugno 2014 ore 19:30

Negritudine, una finestra sul Burkina Faso

Una mostra del fotografo Pino Bertelli gratis fino al 30 giugno. L'iniziativa nasce da un'idea dall'associazione oltre il deserto



PISA — Negritudine è in esposizione, dal lunedì al venerdì, 8-19, nella sede della provincia di Pisa in piazza vittorio Emanuele. L'allestimento occupa l'atrio principale e le pareti dello scalone che accompagnano al primo piano. Un lavoro per far conoscere la situazione del Burkina Faso, un paese in cui mancano ancora i diritti umani fondamentali, dove le donne sono fondamentali ma restano ai margini della società.

All'inaugurazione hanno partecipato la presidente di “Oltre il deserto”Silvia Vitarelli, e per la provincia di Pisa il consigliere Silvano Granchi e l’assessore all’integrazione e cooperazione Silvia Pagnin, oltre all'autore degli scatti.

Pino Bertelli è giornalista, fotografo di strada, film-maker, critico di cinema e fotografia. I suoi lavori parlano di diversità, dell'emarginazione, dell'accoglienza, della migrazione, della libertà, dell'amore dell'uomo per l'uomo come utopia possibile: temi che sono fra i centrali nel filone neo-situazionista italiano. Iniziò a lavorare con una macchina fotografica regalatagli dal suo grande amico Pier Paolo Pasolini. Ha esposto alla Mostra d'Arte Biennale di Venezia nel 2011. Fa parte di Reporters sans frontières.

La mostra, come detto, nasce su iniziativa di “Oltre il deserto”. L’associazione, spiega la presidente Vitarelli: “è stata fondata da quattro amiche che nel 2013, dopo un viaggio umanitario in Burkina, hanno deciso che si doveva guardare, appunto, ‘Oltre’. Dall’incontro con persone che da anni sono impegnate in significativi progetti di sostegno allo sviluppo in Africa, è scaturita in noi la volontà di dar vita a un’esperienza organizzata tesa a favorire, in Burkina, forme di autogestione locale che valorizzino le risorse e le strutture sul posto, in stretto accordo e in collaborazione con le autorità locali (in particolare con i Dipartimenti di Kubrì e di Gorom Gorom). Tutto questo, lavorando in rete con chi già da anni segue la cooperazione in Africa; e facendo sistema in maniera più efficace anche con le associazioni e gli enti (sia pubblici, sia del terzo settore) impegnati su questo fronte, come il Centro Nord-Sud della Provincia”.

L'assessore Pagnin spiega gli obiettivi dell'iniziativa:"La mostra vuole celebrare simbolicamente, attraverso le immagini, le donne bambine del Burkina e i loro piccoli, i loro diritti negati, la loro voglia di riscatto in una terra difficile ma che non le piega. Alle burkinabè, donne miti, dolcissime, lavoratrici indomabili che si occupano di tutto, dalla crescita e la cura dei figli al lavoro nei campi, dalla vendita al mercato dei prodotti coltivati, all'approvvigionamento, spesso dopo lunghe ed estenuanti marce nel deserto in cerca di acqua da bere e per cucinare".

Il consigliere Gronchi, infine, sottolinea come il paese, e soprattutto le donne, vivono ancora oggi in una situazione tremenda:"Il Burkina Faso è uno dei paesi più poveri al mondo con un forte impatto dell'Aids sulla mortalità. Oltre 2000 madri all'anno perdono la vita in seguito alla gravidanza, e le donne-bambine si sposano tra i 10 e i 19 anni, ma non sanno né leggere né scrivere, lo sa fare solo il 21% della popolazione femminile”.



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