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Cronaca mercoledì 14 maggio 2014 ore 16:05

"Città e scalo diventeranno solo un punto di passaggio"

Operatori divisi sulla questione aeroporto: c'è chi spera in un passo indietro della Regione e chi pensa sia solo campanilismo



PISA — C’è chi teme ripercussioni economiche ma anche chi crede che la questione sia di puro campanile. In comune hanno il fatto di lavorare con e vicino all'aeroporto, ma di diverso hanno il modo di vedere la vicenda che da giorni non lascia spazio ad altri argomenti, almeno a Pisa. 
I commercianti della zona aeroporto, infatti, si spaccano sulla cessione da parte della Regione delle quote azionarie Sat al magnate argentino di Corporacion America.

Tra questi c'è chi, come Sandro Chiavistelli, responsabile di un bar dell’aeroporto, dice: “Noi come attività non credo ne risentiremo, così come gli altri piccoli imprenditori. La faccenda è dettata solo da questioni di rivalità tra le province” e chi, come Roberto, ex dipendente Alitalia, assicura: “Firenze farà anche la parte del leone, ma Pisa ha risorse alternative e lo dimostra da sempre”.

Tra le migliaia di persone che interagiscono con il sistema aeroportuale, ci sono anche i taxisti: “In questa questione come in tutto – commenta Ermand Muk - ognuno tira l’acqua al suo mulino. Tuttavia la faccenda non mi spaventa. Firenze ha già più vantaggi rispetto a Pisa, ma lo scalo fiorentino non potrà mai assorbire completamente tutto il flusso dei passeggeri della Toscana, una regione che anzi, avrebbe bisogno di un terzo aeroporto”.

Ma c’è anche chi, come Gianluca Micheletti, commerciante, la pensa diversamente: “L’acquisizione delle quote azionarie dell’aeroporto da parte di Corporacion America sarà un danno per tutte le attività commerciali che orbitano intorno al Galilei e non solo, perché il traffico dei passeggeri e quindi anche dei potenziali clienti, verrà spostato verso Firenze. Pisa verrà ridotta a un punto di passaggio non solo come aeroporto, ma anche come città”.

Andrea Lombardini, commerciante, dice: “Il Galilei diventerà un aeroporto di serie B perché tutte le compagnie di bandiera verranno canalizzate verso Firenze”.

Ma Emanuele Venturi, frequenta un corso di formazione aeroportuale e sottolinea: “Tutto questo è fatto con l’obiettivo di favorire lo scalo fiorentino, ma a quale scopo? È una scelta strategica destinata al fallimento perché l’aeroporto di Peretola non è adatto quanto quello di Pisa a ospitare voli internazionali”. 



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