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martedì 21 maggio 2019

Cronaca giovedì 21 aprile 2016 ore 17:10

Cassazione, "Dubbi sull'innocenza di Logli"

Il marito di Roberta Ragusa è stato indagato e poi prosciolto. Dopo il ricorso dei parenti, adesso la parola spetta al giudice di terzo grado



PISA — "E' escluso che dagli atti dell' indagine sulla scomparsa di Roberta Ragusa emerga in modo evidente l'innocenza dell'imputato" (Antonio Logli, marito della donna). Lo scrive la Cassazione nelle motivazioni con le quali spiega le ragioni dell'annullamento al non luogo a procedere pronunciato dal gup di Pisa il 6 marzo 2015, che non escludeva l'ipotesi di allontanamento volontario.

Nello stesso documento la Cassazione definisce "centrati" i motivi di ricorso del Pm di Pisa e dei familiari della Ragusa che insistono per "l'esclusione di possibili ipotesi alternative alla fine violenta della donna"

Di Roberta Ragusa non si sa più nulla dalla notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012, quando scomparve dalla sia abitazione di Gello.

Ma non è tutto. Secondo la suprema corte, il gup che ha pronunciato il proscioglimento avrebbe commesso "errori di metodo", ovvero avrebbe "deciso come un giudice, mentre doveva solo valutare le prove".

"Il Gup -scrive la Cassazione- ha svolto un giudizio di merito sugli elementi probatori offerti dall'accusa, così sostituendosi in modo surrettizio al giudice della cognizione, al quale solo spetta, all'esito del dibattimento, stabilire se l'imputato, sulla base delle risultanze dibattimentali, possa o meno ritenersi colpevole".



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