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Attualità lunedì 09 maggio 2016 ore 19:30

La chiesa di Santo Stefano riapre le sue porte

La riapertura dell'edificio religioso è prevista per mercoledì 11 maggio. Del Torto: "Chi ama la città è il suo primo controllore"



PISA —   “La riapertura della chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri – scrive il presidente del Consiglio comunale Ranieri Del Torto- è un avvenimento importante non soltanto per la locale comunità e per la chiesa pisana, ma per tutta la città. Quella Chiesa, così come la piazza che la ospita, è sempre stata unita intimamente alla vita di Pisa. Sarà possibile per i turisti e per i pisani varcare di nuovo lo stupendo portone ligneo restaurato nel 2012 a cura dell’Associazione laureati dell’ateneo pisano, ed inaugurato in una chiesa stracolma in occasione della consegna del Campano d’Oro ad Andrea Bocelli. Alzando gli occhi si potranno ammirare splendidi tesori d’arte come il seicentesco soffitto ligneo nel quale sono raffigurate storie ed imprese dei Cavalieri. Ma tutto rimanda alla storia di Pisa e a quella dell’Ordine stefaniano. Per i pisani, soprattutto i più giovani, Santo Stefano è la chiesa “delle bandiere”. Il valore storico di quei cimeli è straordinario, bandiere turche conquistate a Lepanto, altri cimeli bottino di navi ottomane…. Percorrendo quella navata ci si sente immersi in quel periodo storico pieno di contraddizioni, in cui in nome della religione si compivano orrendi massacri, ma in cui si era capaci di opere d’arte e di ingegno cha ancora oggi hanno un valore inestimabile nella storia dell’uomo".

"Se oggi sarà ancora possibile vivere questa esperienza -aggiunge Del Torto- dobbiamo innanzitutto ringraziare chi per trenta anni ha avuto la responsabilità di custodire questi tesori, e lo ha fatto tenacemente, sapendo sollecitare tutte le istituzioni responsabili e cercando instancabilmente aiuti per tutelare la “sua” chiesa. Pisa deve dire grazie a Monsignor Aldo Armani, il sacerdote che fino a che la salute glielo ha consentito, ha garantito la fruibilità della Chiesa. Ma da quell’ultima messa dell’ottobre scorso il portone è rimasto chiuso. Oggi salutiamo con gioia la decisione del nostro Arcivescovo che ha scelto il nuovo rettore, Don Francesco Barsotti. Siamo certi che Santo Stefano potrà tornare ad essere un luogo in cui si celebra la fede ma anche l’arte e la storia; in cui si possano vivere momenti culturali e musicali, grazie anche al valore dei suoi organi. Ma i pisani e chi frequenta quel luogo deve imparare il rispetto che merita la Chiesa e la piazza dei Cavalieri. Pisa e le sue piazze sono luoghi accoglienti, e fin dalla sua creazione la piazza, e quella piazza in particolare, è stata luogo di incontro. Vorrei che fosse ancora così, che di fronte a quegli scalini si potesse ancora parlare, ridere e scherzare, ma con profondo rispetto per quei marmi e i cinquecento anni di storia che si portano dietro. La Chiesa, lo Stato, il Comune devono fare la propria parte nel mantenere il tesoro che è stato affidato a noi pisani, ma sentiamoci tutti responsabili della custodia di quegli spazi, non giriamoci dall’altra parte, sentiamo ogni offesa a quel luogo come un’offesa alla nostra storia di uomini, prima ancora che di pisani, facciamo in modo che il pur necessario controllo delle forze dell’ordine, sia affiancato da un grande controllo sociale. I pisani – conclude Del Torto - e chi vive e ama Pisa siano i primi controllori della bellezza della nostra città”.



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