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martedì 20 agosto 2019

Cronaca giovedì 18 gennaio 2018 ore 16:10

Chi l'ha Visto si occupa del caso Scieri

Il luogo del ritrovamento del cadavere ( da Chi l'ha Visto )

La ancora misteriosa morte del parà siracusano all'interno della caserma Gamerra affrontata in un servizio della nota trasmissione



PISA — "Emanuele Scieri è stato ucciso". Lo ha detto in maniera convinta ai microfoni di "Chi l'ha Visto" Sofia Amoddio, la presidente della commissione parlamentare che ha indagato, a distanza di anni, sulla ancora misteriosa morte del parà siracusano Emanuele Scieri, all'interno della caserma Gamerra di Pisa, nell'agosto del 1999.

Le indagini successive alla morte della giovane recluta, precipitata dalla torre di prosciugamento dei paracadute, non portarono all'individuazione di eventuali responsabilità, nonostante le molte incongruenze del caso, con il corpo che fu trovato dopo molte ore e con la presenza di ulteriori ferite oltre a quelle provocate dalla caduta.

Tutte cose ribadite anche nel servizio di "Chi l'ha visto" che ha intervistato, oltre a Sofia Amoddio, anche la madre di Scieri e la consulente tecnica della commissione.

"La consulenza cinematica di tecnici specializzati ha accertato che una delle scarpe di Scieri ritrovata troppo distante dal cadavere, la ferita sul piede sinstro e sul polpaccio sono del tutto incompatibili con una caduta dalla scala e mostrano chiaramente che il giovane è stato aggredito prima di salire sulla scaletta", è stato spiegato.

Il sospetto, da sempre avanzato da parenti e amici del giovane, era quello del gesto di nonnismo finito in tragedia, circostanza tuttora negata dal comandante della Folgore del tempo, il generale Celentano, anche lui ascoltato dalla commissione e la cui deposizione è stata trasmessa in piccola parte sempre da "Chi l'ha Visto".

Celentano ha ipotizzato una prova di forza del giovane compiuta in solitario sulla scala e finita male, ma ha anche raccontato cosa avveniva in caserma.

“Raccoglievano escrementi umani con i quali facevano agli allievi la famosa comunione: un cucchiaio di questa roba che dovevano mandare giù. Ma la cosa credo sia finita negli anni. Dopo non ne ho sentito più parlare”, è il racconto fatto dal generale Enrico Celentano.

La commissione parlamentare ha depositato gli atti alla Procura di Pisa chiedendo che il caso venga riaperto.



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