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venerdì 19 ottobre 2018

Attualità sabato 26 maggio 2018 ore 12:25

Chiude il termovalorizzatore di Ospedaletto

Chiude il termovalorizzatore di Ospedaletto. I lavoratori manterranno il posto e saranno ricollocati. Si studia un riutilizzo dell’area



PISA — Con l’approvazione nel Parlamento Europeo del “Pacchetto per l’economia circolare”, avvenuta lo scorso 18 aprile, si chiude una intera fase storica nella gestione continentale dei rifiuti. Il ciclo industriale, finora ordinato sull’asse raccolta-recupero-smaltimento dovrà riconvertirsi nel solo binomio raccolta-recupero in modo che si realizzi, finalmente, l’obiettivo di considerare i rifiuti una risorsa e non più un problema.

"Grazie allo sforzo dell’Amministrazione e all’impegno dei cittadini, a Pisa abbiamo superato il 60% di raccolta differenziata, e nel 2017 abbiamo inviato allo smaltimento in discarica meno del 5% dei rifiuti raccolti e trattati" spiega il Sindaco di Pisa. Traguardi raggiunti con il concorso consapevole di famiglie e imprese, risultati importanti, che possono ancora essere migliorati, e che hanno permesso la diminuzione del costo dei servizi con una prima diminuzione della Tari per cittadini e imprese. «Anche grazie a questi risultati, possiamo oggi riconsiderare l’apporto del termovalorizzatore di Ospedaletto, in una prospettiva nella quale il nostro ciclo integrato dei rifiuti avrà soprattutto bisogno di impianti di recupero e riciclaggio per valorizzare i rifiuti differenziati» continua il Sindaco. Per esempio, l’impianto di compostaggio in costruzione a Pontedera darà una risposta strategica alla valorizzazione dei rifiuti organici, producendo compost per l’agricoltura. Così ogni altro tipo di rifiuti differenziato dovrà trovare uguale percorso di valorizzazione ambientale ed economica, cosicchè il ciclo possa chiudersi nella sostenibilità complessiva, nel territorio dell'Ato.

"Quando, nel 2016, fu approvammo il piano straordinario dell’ATO Toscana Costa e prevedemmo la possibilità dello spegnimento dell’impianto di Ospedaletto, avevamo ben presente che quello era un obiettivo raggiungibile soltanto se la raccolta differenziata avesse raggiunto, nel bacino della provincia di Pisa, soglie di eccellenza e se gli impianti di trattamento intermedio avessero accolto tutti i rifiuti indifferenziati e residui fino a quel momento destinati all’inceneritore» ricorda il Sindaco che annuncia: «Oggi, grazie ai progressi della differenziata e agli impianti di trattamento disponibili nel contesto di ATO, possiamo dire che il termovalorizzatore di Ospedaletto ha terminato la sua funzione. Ho perciò già fatto una comunicazione in Assemblea dell'Ato che era già impegnata a decidere entro il 2018. E ho sensibilizzato la Regione che sta revisionato il suo piano». L’impianto è stato determinante, per quasi quarant’anni, nel garantire un ciclo industriale appropriato, sostenibile ed efficace, in anni in cui il recupero di energia aveva preminenza, soprattutto ecologica, sul banale interramento in discarica. Ma, dopo quarant’anni di corretto funzionamento, quel vecchio stabilimento mette gli amministratori di fronte ad una valutazione: rigenerarlo tecnicamente oppure superarlo. Rigenerarlo richiederebbe investimenti economici importanti e una prospettiva di esercizio di lunghi anni, una spesa maggiore di quella prevista per conferire i rifiuti indifferenziati rimasti ad altri impianti, anche al netto dell’ammortamento residuo. «Il Consiglio comunale di Pisa si è già pronunciato con un atto d'indirizzo. La rigenerazione sarebbe uno sguardo rivolto all’indietro, cioè a quel modo di gestire i rifiuti ormai cambiato, grazie ai risultati raggiunti con la responsabilità e la tenacia dell’azione coerente, non con visioni ideologiche e facili slogan".

Per l’area di Ospedaletto potrà ipotizzarsi un diverso impiego, dunque e proprio nel contesto dell’economia circolare, che dovrà procurare nuove opportunità di innovazione tecnica e di sicurezza per tutte le lavoratrici e i lavoratori finora dedicati allo stabilimento di termovalorizzazione. Con la Regione e con l'Ato collaboreremo per garantire la sostenibilità dei costi per il superamento dell'impianto: con gli altri comuni proprietari si avvia il percorso. La tutela del lavoro, la crescita professionale delle maestranze, nuove opportunità occupazionali, infatti, vanno di pari passo con l’evoluzione tecnica dei processi ambientali orientati alla sostenibilità. I livelli occupazionali saranno mantenuti: i lavoratori addetti all’impianto saranno ricollocati. E' in corso il confronto dell'azienda con i sindacati.



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