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Attualità martedì 04 aprile 2017 ore 17:00

Il Comune si oppone al pignoramento dei costumi

Questione intricatissima ma "i costumi delle Repubbliche marinare appartengono unicamente al Comune e non al comitato debitore"



PISA — Il Comune di Pisa si oppone all’iter del pignoramento degli 80 costumi indossati dai figuranti pisano in occasione del corteo che precede la regata delle antiche repubbliche marinare e il giudice prima di decidere esaminerà la memoria del Comune. A renderlo noto è proprio l'Ente, che attraverso una nota fa luce sul caso, che affonda le radici nel 1998, quando il comitato Repubbliche marinare incaricò il commercialista Giacomo Celandroni di tenere la contabilità relativa alla manifestazione storica. 

Il commercialista, svolto il suo compito, chiese al Comitato che gli fosse corrisposta la rimanenza dovuta, circa 2mila euro. Avendo sollecitato più volte il Comitato a pagare e non avendo ricevuto risposta, Celandroni si è rivolto al giudice chiedendo l’emissione di un decreto ingiuntivo nei confronti del Comitato.

"In assenza di alcuna opposizione - si legge in una nota del Comune - il decreto è divenuto esecutivo, e il debito non più contestabile. Celandroni, poiché nessuno pagava, ha chiesto il pignoramento dei costumi della regata storica, assumendo che la proprietà di questi fosse del comitato. Il pignoramento, impugnato dal Comune, è stato in un primo tempo sospeso; quindi il giudice ha revocato la sospensione, dando così corso al procedimento esecutivo, volto a vendere i costumi per recuperare il debito, nel frattempo salito a 4 mila euro".

Nel frattempo il Comune, come autorizzato dal giudice, ha proposto un giudizio ordinario per dimostrare che i costumi appartengono unicamente al Comune e non al Comitato. "Per questo motivo il Comune ha chiesto nuovamente la sospensione dell’esecuzione -si legge ancora nella nota- E il giudice, preso atto della memoria difensiva del Comune, prende tempo e sulla vicenda si pronuncerà successivamente".

I costumi, dal valore di 500 euro ciascuno, sono tuttora di proprietà del Comune e non ne è stata ancora disposta la vendita.



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