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martedì 18 giugno 2019

Attualità giovedì 13 ottobre 2016 ore 14:45

"Il mercato immobiliare è drogato"

Auletta (Ucic-Prc): "I grandi proprietari di questa città lasciano volutamente gli immobili in stato di abbandono"



PISA — "Un caso esemplare sono le proprietà immobiliari della famiglia Pampana -denuncia il consigliere comunale Ciccio Auletta- come quello in via Puccini, la palazzina in via Marsala a Riglione e il rudere del palazzo Chiesa, in lungarno Galilei".

Il gruppo consiliare Una città in comune - Partito della rifondazione comunista ha redatto un dossier che raccoglie proprio gli immobili sfitti della famiglia.

"Per quello in via Puccini -sottolinea Auletta- composto da 54 appartamenti, Pampana ha presentato una autocertificazione di inagibilità grazie alla quale ha ottenuto da anni uno sconto del 50 per cento sull'Imu, ma nonostante questo non paga la tassa dal 2010 ma per legge possiamo chiedere gli arretrati solo per gli ultimi cinque anni".

"Il problema riguarda anche il rudere sul lungarno -prosegue il capogruppo della lista d'opposizione- per il quale mancano all'appello, al 2014, 220mila euro di spese per l'occupazione del suolo pubblico. Lo stabile in via Marsala, invece, non risulta accatastato"

"Ad oggi -prosegue Auletta -non esistono ingiunzioni di pagamento nei confronti di Pampana, semplicemente perché gli uffici comunali non sono in grado di stabilire quanto deve. Migliaia, per non dire centinaia di migliaia di euro che le casse comunali stanno perdendo e che potrebbero essere serviti per far fronte all'emergenza abitativa. Lo abbiamo sempre detto e lo ribadiamo. In questa città non mancano le case, ci sono ma vengono lasciate volutamente in stato di abbandono drogando il mercato immobiliare".

La questione fu oggetto di un ordine del giorno in Consiglio comunale, presentato proprio da Ucic - Prc e approvato il 23 dicembre 2014, che impegnava il sindaco e la giunta ad effettuare, nei primi mesi del 2015 un piano di controlli tramite Sepi e polizia municipale, su tutti gli alloggi sfitti per i quali è stata presentata dichiarazione di inagibilità, in modo da determinarne la percentuale, verificare la documentazione presentata  e se lo stato degli immobili corrisponde a quanto dichiarato, e a presentare entro luglio 2015 una relazione in Consiglio comunale sugli esiti della verifica.

"Sono passati due anni -aggiunge Auletta - e le verifiche non sono ancora state effettuate".

Rispetto agli alloggi sfitti il gruppo consiliare propone anche altre soluzioni, riportate proprio sul dossier. Oltre ai controlli sulle imposte dovute e l'utilizzo della leva fiscale, individua come percorribile anche la strada della requisizione. Si legge sul dossier: "Occorre spingere la proprietà a immettere sul mercato gli alloggi sfitti, non solo penalizzando fiscalmente i proprietari di abitazioni sfitte, ma anche favorendo i proprietari con aliquote Imu agevolate affinché concedano i loro immobili al Comune tramite il potenziamento dell'Agenzia casa. Tuttavia, se i proprietari di grandi patrimoni abitativi sfitti (enti pubblici, banche, assicurazioni o privati) non avessero intenzione di concedere le loro abitazioni vuote, in sindaco deve ricorrere alla requisizione in uso per far fronte all'emergenza abitativa".

Sulla questione intervengono anche il comitato popolare Sant'Ermete. "Questi immobili devono essere utilizzati per far fronte all'emergenza abitativa -dicono- A Sant'Ermete ci sono nuclei familiari di 5-6 persone a cui sono stati assegnati dei monolocali, mentre i bilocali restano inspiegabilmente vuoti".



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