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lunedì 20 maggio 2019

Attualità martedì 27 febbraio 2018 ore 10:15

Il referendum sulla moschea è inammissibile

La Commissione di garanti si è espressa e ha giudicato inammissibile, perché discriminatoria, la consultazione proposta da "Il popolo decide"



PISA — Il referendum sulla costruzione di una grande moschea a Porta a Lucca è inamissibile perché discriminatorio. Lo ha stabilito la Commissione dei garanti del Comune nonostante il proponente, il comitato "Il Popolo decide", avesse recentemente sottolineato come il quesito non fosse riferito direttamente alla moschea ma alla destinazione d'uso urbanistica del terreno dove la moschea dovrebbe sorgere.

"Il quesito referendario - si legge nel verbale della seduta - nasconde in realtà l'intenzione di impedire per motivi discriminatori la costruzione di un edificio di culto. Questa circostanza contrasta con i principi generali dell'Ordinamento" e, sottolinea la Commissione, "con gli articoli 3 e 19 della Costituzione". 

A sostegno delle tesi della Commisione anche due recenti sentenze della Corte Costituzionale, la 63/2016 e la 67/2017. "Non si può non ribadire che la costruzione di un edificio di culto integra un diritto fondamentale - hanno precisato i garanti -, espressione della libertà religiosa individuale e collettiva, protetta e garantita dalla Costituzione". E ancora, "la comunità islamica di Pisa è membro dell'Unione delle comunità islamiche italiane che, il 1 febbraio 2017, ha siglato con il ministro dell'interno il Patto nazionale per l'Islam Italiano", che di fatto impegna i Comuni "a garantire idonee sedi di culto alle comunità islamiche".

Inoltre, per i garanti il quesito è fuorviante, ovvero mal posto. "Il quesito proposto integra anche l'ipotesi di inamissibilità prevista dall'articolo 56 dello Statuto Comunale di Pisa - si legge in proposito -, in quanto è tale da generare equivoci sostanziali perché la sua formulazione non corrisponde alle effetive intenzioni dei proponenti". In particolare, "articoli di giornale e materiale di propaganda" confermerebbero le reali finalità del referendum, atto "ad impedire la costruzione di una moschea a Pisa per motivi di natura discriminatoria".



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