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lunedì 23 ottobre 2017

Attualità martedì 10 ottobre 2017 ore 10:56

La Confedilizia fa appello ai parlamentari

L'associazione della proprietà edilizia chiede l'applicazione della cedolare secca alle locazioni diverse dall'abitativo

PISA — "Da tempo ormai - sostiene la presidente pisana dell'associazione Barbara Gambini - Confedilizia sostiene che la soluzione per la ripresa del mercato delle locazioni commerciali sia costituita dall'estensione a tale settore del regime della cedolare secca, al fine di consentire anche a tale comparto di uscire dalla crisi. Da anni, stiamo assistendo impotenti alla chiusura di molte attività commerciali, i centri storici si stanno disertificando, favorendo la diffusione della criminalità, il fenomeno delle saracinesche abbassate con affissi i cartelli fluorescenti con scritto "affittasi" o "vendesi" è lo scenario in cui le città si identificano a causa della crisi delle locazioni commerciali".

"La risposta a questa drammatica situazione Confedilizia la grida a forte voce da tempo", sostiene ancora l'associazione pisana "Applicazione anche alle locazioni ad uso diverso dall'abitativo del regime della cedolare secca, in ragione dell'esperienza positiva che si registra per le locazioni abitative. 

Infatti, a partire dall'introduzione della cedolare secca sugli affitti abitativi (al 10% per i contratti a canone concordato e al 21% per i contratti a canone libero), l'evasione tributaria (tax gap) è diminuita del 40% ed anche la propensione all'inadempimento si è ridotta del 40%, come emerge dal "Rapporto sui risultati conseguiti in materia di misure di contrasto all'evasione fiscale e contributiva", allegato alla nota di aggiornamento del Def. 

A questo punto non ci sono più scuse, il Parlamento non può non riconoscere gli importanti risultati che la cedolare secca ha comportato per le locazioni abitative e che potrebbe sicuramente portare anche per quelle commerciali. Il proprietario-locatore potrebbe trovare finalmente le giuste motivazioni per ridurre l'ammontare dei canoni a fronte di un minor versamento allo Stato in termini di tasse, consentendo la ripresa delle attività commerciali ascoltando le esigenze dei conduttori che chiedono canoni inferiori. Le risorse per fare questo? Ci sono: derivano dal recupero di evasione grazie alla cedolare secca nel settore abitativo. 

Per queste ragioni Confedilizia Pisa si è mossa ed ha chiesto a ciascun parlamentare eletto nei collegi della Regione Toscana di farsi promotore dell'estensione della cedolare secca alle locazioni commerciali, auspicando che tale proposta che si basa su prove inconfutabili venga ascoltata e la misura venga inserita nella prossima legge di bilancio. E' questa l'occasione per dare alle locazioni non abitative la possibilità di ripartire".

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