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lunedì 19 agosto 2019

Lavoro venerdì 08 luglio 2016 ore 11:42

La riforma di Equitalia preoccupa i dipendenti

Sono quaranta quelli della provincia di Pisa, pronti alla mobilitazione con assemblee e presidi a partire dalla prossima settimana



PISA — Quale futuro per i dipendenti di Equitalia? La riforma annunciata dal governo Renzi preoccupa non poco gli agenti della società di riscossione dei tributi. I sindacati Cgil Fisac, First Cisl e Uil Uilca hanno annunciato assemblee dei lavoratori per lunedì 11 luglio (dalle ore 8 alle ore 10.30), giovedì 22 luglio (con gli stessi orari) e presidi nella settimana dal 18 al 22 luglio.

Attualmente Equitalia è una società partecipata al 51% dall’Agenzia delle entrate e al 49% dall’Inps. Una delle quattro ipotesi di riforma cui stanno lavorando i tecnici di palazzo Chigi mira a portare Equitalia sotto l’egida dell’Agenzia delle entrate, per creare una maggiore integrazione tra mente e braccio operativo della riscossione. Portare Equitalia sotto le Entrate significa, di fatto, un trasferimento non solo delle funzioni ma anche dei dipendenti. Il problema è che i dipendenti non hanno il contratto della pubblica amministrazione: trasformarli in contratti pubblici aprirebbe la strada ad un caos giuridico, perché per entrare nella pubblica amministrazione bisogna superare un concorso pubblico.

Sono ottomila i dipendenti di Equitalia nel nostro Paese, 40 in provincia di Pisa.

In questi anni – ricostruisce Graziano Bernabei, sindacalista di First Cisl – il servizio di Equitalia è stato messo in discussione anche dai politici, evidentemente sensibili agli umori della pubblica opinione. Epperò l’immagine di agenti avidi ed impietosi è fuorviante: i dipendenti di Equitalia applicano alla lettera le norme di legge e ad essi non è concessa discrezionalità.

«Noi per primi siamo consapevoli di dover distinguere tra chi non paga le tasse perché non ce la fa e chi, invece, evade per scelta. Ma la normativa non ci consente di farlo.

Ma c’è di più: la società in questi anni è divenuta, di fatto, la più grande finanziaria in Italia, concedendo dal 2008 ad oggi 5,6 milioni di rateizzazioni.

Insomma: i dipendenti di Equitalia stanno lottando per un sistema fiscale più giusto, capace di tutelare tutti. Chi vi racconta che chiudendo Equitalia pagherete meno tasse, vi sta illudendo» commenta Bernabei.



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