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martedì 12 dicembre 2017

Attualità mercoledì 09 agosto 2017 ore 11:44

Moschea, il comitato referendario fa una diffida

Un membro del comitato dei garanti si è infatti dimesso rendendo di fatto non più operativo l'organo che deve decidere sull'ammissibilità del quesito

PISA — Il Comitato ‘Il popolo decide’, promotore del referendum sul progetto moschea nell'area di Porta a Lucca a Pisa ha depositato presso l’ufficio protocollo una diffida, dopo aver ricevuto nei giorni scorsi una comunicazione da parte del Comune, circa le dimissioni di un membro del Comitato dei Garanti. 

"Ciò ha, di fatto - spiega il referente del comitato Manuel Laurora - reso non più operativo lo stesso organo, comportando, a detta del Comune, l’interruzione della valutazione tecnico-giuridica di ammissibilità. Abbiamo affrontato subito la questione con i nostri legali, prendendo atto dell’illegittimità dell’interruzione, infatti l’art. 9 del regolamento sull’esercizio del diritto di partecipazione, stabilisce che in caso di assenza dei Garanti, la valutazione di ammissibilità è decisa dal Segretario Generale". 

"Adesso – conclude il portavoce del Comitato – attendiamo entro 10 giorni la risposta da parte del Comune. Riteniamo che siano i cittadini pisani a dover esprimere il proprio parere attraverso l’utilizzo dello strumento più democratico e trasparente possibile, lo stesso con il quale è nata la nostra Repubblica italiana, il 'referendum'.

Sull'argomento c'è da registrare anche l'l'interrogazione a risposta scritta del consigliere comunale di Fratelli d'Italia Filippo Bedini presentata questa mattina:

"Preso atto delle dimissioni del professor Romboli da Comitato dei Garanti e della diffida da parte del comitato promotore "Il popolo decide" al Segretario Generale del comune di Pisa, perchè si pronunci al posto del Comitato dei garanti, come previsto dell'articolo 9 del regolamento per la partecipazione, una riflessione sulla tempistica a questo punto si impone". 

Scrive infatti Bedini nel suo atto ispettivo: "Si prega di indicare con precisione la tempistica che l’Amministrazione intende seguire, in considerazione del fatto che un eccessivo prolungamento dei tempi per una risposta sull’ammissibilità del quesito presentato dal Comitato “Il popolo decide” rischierebbe, in caso di ammissione, di far slittare -considerati anche i tempi per la raccolta delle firme- l’eventuale passaggio referendario in un periodo troppo a ridosso delle prossime elezioni amministrative, con la prospettiva -da scongiurare- che si arrivi entro i 45 giorni precedenti il voto, col risultato di bloccare l’iter fino a una successiva nomina di un nuovo comitato da parte del prossimo Consiglio Comunale. Il che implicherebbe di rimandare un pronunciamento dell’Amministrazione comunale in merito come minimo fino all’autunno 2018".

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