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domenica 21 gennaio 2018

Attualità sabato 16 dicembre 2017 ore 16:47

Santa Chiara, un travaglio alquanto... travagliato

Dopo la nascita della loro piccola, padre e madre si sono lamentati con l'Urp, con il direttore dell'ospedale e con l'assessore regionale alla sanità



PISA — La loro bambina è nata felicemente la notte fra il 10 e l'11 dicembre, ma il trattamento ricevuto a Neonatologie e Ostetricia dell'ospedale Santa Chiara non è affatto piaciuto alla coppia, tanto che il padre ha preso carta e penna per lamentarsi con l'Azienda ospedaliera e con l'assessore regionale alla sanità, Stefania Saccardi.

Di seguito la lettera scritta dal padre ai responsabili del reparto pisano.

"Sono rimasto profondamente deluso dall'efficienza e dall'atteggiamento di parte del personale operante presso l’edificio 2A dell’Ospedale Santa Chiara di Pisa, ovvero Neonatologia e Ostetricia.

Il 10 dicembre scorso mia moglie si è recata d’urgenza presso la suddetta struttura perché, dopo il temine delle 40 settimane di gravidanza aveva 'rotto le acque'. L’accoglienza è stata buona, anche se, in modo ridicolo e irrazionale, le stanze 'paganti' sono solo due, sempre occupate, e non prenotabili (non sarebbe meglio aumentarne il numero, vista la richiesta, il che potrebbe fruttare anche introiti maggiori per l’Azienda?), pertanto mia moglie ha dovuto accontentarsi della stanza condivisa in corsia: stanza 7, letto 16.

La notte tra il 10 e l’11 dicembre, con l’iniziare del travaglio, si sono verificati i primi disservizi, ovvero mia moglie, visitata dall’ostetrica di turno, ha rischiato di partorire in un corridoio o, addirittura, nel bagno del terzo piano. Comunque, anche grazie a circostanze fortunate, la bimba è nata e sia lei sia la madre stanno bene.

La mattina dell’11 dicembre, inoltre, la caposala ha ignorato la neomamma, che non aveva mai cambiato un pannolino in vita sua e chiedeva istruzioni. Durante la degenza sono state anche maltrattate madre e suocera che si stavano avvicendando nel fare compagnia alla puerpera.

Insomma, sia per quanto riguarda la comunicazione con i pazienti e i loro parenti, sia per l'atteggiamento, noi neo-genitori possiamo dire di avere avuto un’esperienza abbastanza negativa, se non per una persona, brava, professionale e gentile come il sig. Francesco Gabbriellini, del nido, che ha saputo rincuorare la neomamma, darle consigli sull’allattamento, etc.".

(lettera firmata)



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