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mercoledì 26 settembre 2018

Politica venerdì 14 settembre 2018 ore 06:30

"Per l'Ato rifiuti decisioni con voti al limite"

Diritti in Comune critica il via libera in Ato Costa per proseguire la gestione pubblico privata: "Maggioranza risicata con il voto di Filippeschi"



PISA — "Si sa che le Ato funzionano sullo schema delle assemblee condominiali ovvero su quote millesimali… - questo il comunicato di Diritti in Comune (Una città in comune - Rifondazione Comunista - Pisa Possibile) - chi è più grande conta di più, quando però si affrontano decisioni così importanti come quella del modello di gestione del servizio di gestione e smaltimento dei rifiuti sensibilità democratica imporrebbe un maggiore coinvolgimento dei cittadini, magari attraverso i consigli comunali, invece di mettere a segno bruschi colpi di mano come quello avvenuto con la deliberazione dello scorso 21 giugno. Nell’assemblea, infatti la cui “validità” è stata conclamata da una quota di tabelle millesimali del 50,88 a fronte di 40 presenti su 100, sono state assunte decisioni come quella relativa al modello di gestione, di 'confermare quindi quale forma di gestione del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani sul territorio dell’ATO Toscana Costa, il modello della società mista pubblico privato, di attualizzare il piano d’ambito dei rifiuti, di Procedere alla definizione e qualifica dell’apporto tecnico e/o finanziario da parte di un socio industriale da individuarsi con gara ad evidenza pubblica e la sua collocazione nell’assetto organizzativo e gestionale di RetiAmbiente S.p.A'.

Insomma decisioni non del tutto trascurabili, non discusse nelle comunità e che reiterano il modello quanto mai discutibile e oneroso per i cittadini della gestione mista pubblico privato che in tanti anni ha ratificato la socializzazione delle perdite e la privatizzazione degli utili... in barba anche al referendum popolare del 2011.

Ma che la sensibilità democratica non alberghi più in questo paese meglio di qualsiasi altra cosa lo esplicita il comportamento dell’ex sindaco di Pisa Marco Filippeschi che il 21 giugno, ovvero solo tre giorni prima del ballottaggio che ha portato il suo partito il PD all’opposizione, in ragione della sua sostanziosa “quota millesimale” ha partecipato all’assemblea ovviamente condizionandone gli esiti.

E’ evidente che comportamenti di questo tipo dovrebbero inficiare la validità delle decisioni assunte e di concerto anche con altri territori cercheremo, nell’interesse delle comunità, di ristabilire un percorso democratico e partecipato per decisioni così importanti per la vita quotidiana di cittadini e cittadine".



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