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venerdì 30 settembre 2016

Lavoro mercoledì 02 marzo 2016 ore 17:00

Meno consumi e investimenti ma più ricavi

A presentare i dati del rapporto Trend che illustra l’andamento dell’economia provinciale sono stati il Presidente CNA Giusti e il Direttore Pampaloni

PISA — La congiuntura del primo semestre del 2015 è “positiva”, ma permangono comunque diversi elementi d’incertezza, come dimostrano i segnali contrastanti degli indicatori Trend: indicazioni positive per ricavi (+0,7% ) e retribuzioni (+13,8%), cui si accompagnano l’assestamento negativo dei consumi (-0,9%) e la contrazione degli investimenti (-15,4%). La stessa dinamica degli investimenti, indicativa di un sentore  degli imprenditori ancora piuttosto “fragile”, induce a un’analisi abbastanza prudente del quadro congiunturale e della possibile evoluzione nel breve periodo dell’artigianato e della piccola impresa di Pisa.

Anche l’ultimo trimestre sottoposto all’analisi TREND presenta un quadro ancora incerto sul versante dei ricavi: infatti, nel periodo aprile-giugno, si registra un nuovo (significativo) peggioramento della dinamica delle vendite del Manifatturiero (-10,4% ) in cui si evidenziano le profonde flessioni della Pelletteria (-19,7%) e del comparto Legno-mobili. Al contrario, nel secondo trimestre 2015 alla variazione positiva dei Servizi (+4,6%) si somma il rimbalzo dell’Edilizia (+12,4%), dinamica settoriale di breve-periodo incoraggiante benché confinata nello spazio temporale di soli tre mesi.

Quindi, nella provincia di Pisa il risultato “positivo” dei ricavi c’è stato e si conferma anche nel secondo trimestre del 2015, quando la tendenza del fatturato aumenta del +1,1%. Tuttavia, questo non è ancora sufficiente per poter parlare di un quadro congiunturale in complessivo recupero.

In conclusione, se in Toscana - guardando al medio-periodo - il “potenziale” produttivo dell’artigianato e della piccola impresa si è in parte deteriorato in questi lunghi anni di crisi, a Pisa la situazione è relativamente peggiore che altrove. In effetti, il tasso medio annuo di crescita del fatturato ( -5,1%) è “inferiore” ai valori medi calcolati su base regionale collocando Pisa tra quelle province che hanno accusato i gap produttivi più ampi nel triennio 2012-2014.

“I dati ci dicono che con la crisi ormai perdurante del manifatturiero simbolo solido, come l’arte e il paesaggio, della immagine della Toscana, siamo di fronte ad un bivio” – così Matteo Giusti innesca il ragionamento svolto in casa CNA -  Come tutte le scelte, quale che sia la direzione futura, sarà comunque dolorosa. Il nostro sistema economico può imboccare la strada delle terziarizzazione spinta in cui risorse come il turismo saranno sempre più rilevanti; oppure continuare a perseguire un modello basato su una molteplicità di fattori produttivi".

“Non ci limitiamo alla critica - incalza Rolando Pampaloni - dal livello locale a quello nazionale avanziamo alcune proposte: stimolare l’innovazione, lottare per la semplificazione”. “Nell’ordine- spiega Pampaloni- occorre introdurre agevolazioni fiscali sulle spese relative agli investimenti in tecnologie, strumenti per migliorare una o più fasi del processo produttivo, formazione. Costituire un fondo pubblico-privato (che coinvolga anche istituzioni locali, scuole, università, centri di ricerca) per favorire la contaminazione digitale della manifattura e l’innovazione prima di tutto attraverso investimenti in macchinari all’avanguardia"


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