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martedì 18 giugno 2019

Attualità venerdì 19 ottobre 2018 ore 09:09

"Progetto Homeless, fiore all'occhiello"

L'arcivescovo Benotto in visita all'asilo notturno. ​La presidente della Sds Zona Pisana Gianna Gambaccini: “Lavoreremo per migliorarlo e potenziarlo”



PISA — “Un fiore prezioso all’occhiello di Pisa, da salvaguardare e far crescere" Con queste parole l’arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto ha definito il progetto Homeless, l’asilo notturno e la cabina di regia della Società della Salute della Zona Pisana per quanto riguarda i servizi dell’alta marginalità, gestito dalle cooperative sociali II Simbolo e Arnera.

"In tante realtà - ha sottolineato Benotto- iniziative del genere non esistono, dunque sono felice che ormai più di venti anni fa questo progetto sia nato su impulso della Caritas e della Chiesa Pisana”. 

La guida pastorale della Chiesa visitato la struttura di Porta a Mare, accompagnato da don Italo Lucchesi, parroco della vicina chiesa di San Giovani Al Gatano e monsignor Franco Cancelli della parrocchia di Sant’Antonio a Ripa d’Arno. Ad accoglierlo la Presidente della SdS Pisana Gianna Gambaccini insieme al Presidente del Consiglio Comunale di Pisa Alessandro Gennai, al consigliere comunale Riccardo Buscemi e agli operatori che lavorano nella struttura. “Sono venuto per la prima volta nove anni fa, in occasione dell’inaugurazione, e ricordo benissimo l’infuocata assemblea al Cinema Arno per la presentazione del progetto e le perplessità e i timori dei residenti - ha ricordato Benotto - il lavoro fatto in questi, grazie alla rete di realtà pubbliche, del privato sociale e del volontariato, però, ha fatto sì che la struttura sia diventata e sia stata anche percepita come una risorsa fondamentale per il territorio”.

Accanto a lui la Presidente della SdS Pisana Gianna Gambaccini: “Il nostro obiettivo è migliorare e rafforzare il molto di buono che c’è, puntando proprio sulla rete fra soggetti diversi” ha assicurato la Presidente della SdS Pisana che, subito dopo, ha accompagnato l’arcivescovo alla visita della struttura con cui collaborano anche la Cooperativa Alzaia, il Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, l’associazione Amici della Strada, l’Azienda per il Diritto allo Studio Universitario e la Caritas diocesana.

Il quadro sui servizi ospitati nella struttura di via Conte Fazio, invece, lo ha fatto il coordinatore della struttura Massimo Ceriale: “Oltre all’asilo notturno, in grado di accogliere 28 persone ogni notte (di cui quattro in emergenza sanitaria) e a cui se ne possono aggiungere altre sei in occasione delle emergenze freddo, la struttura ospita anche un centro diurno che consente di usufruire di servizi igienici, doccia, lavanderia e colazione, uno sportello d’ascolto e orientamento, un servizio di mediazione, l’ambulatorio etico del Cisom e un Punto Paas per l’accesso alla rete e l’alfabetizzazione informatica aperto a tutto il quartiere – ha spiegato -. Fondamentale, ovviamente, è la collaborazione con l’Unità di Strada, un servizio gestito dalla Cooperativa Arnera e che si sostanzia nella presenza di operatori sulle strade cittadine per distribuire materiale salvavita, come i sacchi a pelo d’inverno, distribuzione itineranti delle cene, monitoraggio della situazione e orientamento verso i servizi”. 

Progetto Homeless, inoltre, gestisce un orto sociale nella Golena d’Arno del Cep: “Insieme alle persone che frequentano la struttura coltiviamo ortaggi che poi destiniamo alla Cittadella della Solidarietà della Caritas”. Importante pure la collaborazione con l’azienda per il Dsu che destina all’asilo notturno le eccedenze dei pasti non consumati alle mense e quella con l’associazione Amici della Strada che effettua servizio in strada tutti i mercoledì sera.

I dati. “Nel 2017 complessivamente hanno usufruito del centro 566 persone, 244 dei quali italiani, anche se la popolazione senza dimora che stimiamo essere presente in modo abbastanza stabile sul territorio cittadino è di circa 270 persone – ha spiegato Ceriale -. Fra gli stranieri i gruppi più numerosi provengono dal Marocco (31) e dalla Romania (25), mentre circa i due terzi degli italiani che hanno frequentano il centro negli scorsi dodici mesi sono toscani, il 31 per cento dei quali pisani”.



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