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giovedì 30 giugno 2016

Attualità martedì 29 dicembre 2015 ore 14:00

RetiAmbiente, scelto l'amministratore

Già 44 comuni hanno votato il conferimento. Procede anche la selezione del socio industriale. Filippeschi: "Risparmi fino al 15 per cento"

PISA — "L'assemblea dei soci di RetiAmbiente ha fatto finalmente un passo decisivo e concreto. La società si appresta a diventare il gestore unico del ciclo integrato dei rifiuti delle province di Livorno, Lucca, Massa - Carrara e Pisa. Dove oggi operano 14 società, con la frammentazione delle gestioni, con decine di contratti e con le diseconomie che ne derivano, il servizio sarà garantito da un'unica grande azienda a maggioranza pubblica"

Così il sindaco di Pisa Marco Filippeschi commenta l'esito positivo dell'Assemblea dei comuni soci di RetiAmbiente che si è svolta ieri a Pisa, nell'auditorium del Centro Maccarrone. 

"La capitalizzazione della società passa da 120 mila euro a oltre 14 milioni di euro. E' una riforma territoriale importantissima - sottolinea Filippeschi - e secondo i tecnici che hanno pianificato il percorso per la nuova gestione, porterà a risparmi fra il 10 e il 15 per cento. Risorse importantissime per modernizzare raccolta e trattamento e per alleggerire la pressione sugli utenti. La nuova società è amministrata da un uomo di alta competenza, com'è il professor Marco Frey della Scuola Sant'Anna, al quale i sindaci oggi hanno rinnovato una fiducia meritata".

"Già 44 comuni hanno deliberato il conferimento e altri, come quelli soci di Amia e di Rea, da Massa a Carrara, da Rosignano a Cecina, impossibilitati a farlo per motivi tecnici, hanno già approvato atti d'impegno dei consigli comunali - aggiunge il Sindaco - dunque nei primi mesi dell'anno il processo sarà concluso. Nel contempo si chiuderà anche la gara per la selezione del socio industriale, che con un ulteriore aumento di capitale avrà il 45 per cento delle azioni, che apporterà capacità d'investimento e esperienza. Chi sta fuori da questo percorso o lo ha ostacolato con ogni mezzo ma senza argomenti e in solitudine, come ha fatto il comune di Livorno, si oppone ad un cambiamento positivo, che converrebbe soprattutto a chi deve risanare situazioni aziendali molto difficili"

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