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lunedì 20 maggio 2019

Cronaca giovedì 02 agosto 2018 ore 12:09

Scieri aggredito per nonnismo, 3 indagati, 1 fermo

Il punto nel quale fu ritrovato il corpo di Scieri ( foto Chi l'ha visto )

Dopo 19 anni dai fatti la Procura pisana ha indagato tre persone. Una è stata fermata perchè stava lasciando l'Italia. L'accusa è omicidio volontario



PISA — Tre persone indagate, una fermata perchè stava lasciando l'Italia. Per tutte l'accusa è di concorso in omicidio volontario per la morte di Emanuele Scieri, la recluta siracusana della Folgore, il cui corpo fu trovato il 16 agosto 1999 all'interno della caserma Gamerra di Pisa ai piedi della torre di prosciugamento dei paracadute.

Secondo il procuratore capo di Pisa l'ipotesi per spiegare la morte del 26enne è quella di una "Aggressione da parte dei 'nonni'" militari più anziani. Un episodio che avrebbe cioè coinvolto parà che da più tempo prestavano servizio in caserma e che avrebbero preso di mira Scieri, appena arrivato a Pisa dalla Sicilia.

"Contestiamo l'omicidio volontario perchè Scieri è stato lasciato agonizzante a terra - ha detto il procuratore Alessandro Crini - siamo arrivato alla conclusione che ci sarebbe stato il tempo per soccorrere Emanuele".

La riapertura del caso, dopo una prima inchiesta che aveva dato come possibile ipotesi quella del suicidio ed era stata archiviata, è stata resa possibile anche grazie ai risultati della commissione parlamentare d'indagine che aveva scartato l'ipotesi di un gesto volontario del giovane parlando di "Aggressione avvenuta in un ambiente dominato dal nonnismo" e dove "Le responsabilità sono state coperte per anni".

"Il giorno della verità si avvicina", ha detto intanto il presidente della associazione "Giustizia per Lele" Carlo Garozzo, mentre il fratello di Scieri, Francesco, ha parlato di "Emozione fortissima".

Un "Passo importante verso verità e giustizia", ha commentato la presidente della commissione di inchiesta parlamentare Sofia Amoddio.



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