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sabato 25 maggio 2019

Lavoro lunedì 07 novembre 2016 ore 18:00

Rallenta la crescita delle imprese pisane

Il presidente della Camera di commercio Valter Tamburini

Turismo e agricoltura guidano la fila. Torna in positivo il manifatturiero. Ancora in flessione costruzioni e commercio al dettaglio



PISA — Nel trimestre estivo, il numero di aziende della provincia di Pisa ha continuato ad aumentare, ma ad un ritmo decisamente più lento rispetto agli anni precedenti. Il tasso di crescita annualizzato delle imprese registrate è pari al +0,2 per cento e pone la provincia di Pisa al di sotto della media toscana (+0,7) e nazionale (+0,8) ed al quinto posto tra le province toscane. Alla fine di settembre, quindi, il numero di aziende iscritte al Registro Imprese tocca a Pisa quota 43.942 (53.192 unità prendendo in considerazione anche le unità locali, vale a dire negozi, magazzini, uffici, ecc.), continuando a porre la provincia al secondo posto, dopo Firenze, tra le province toscane con il più alto numero di imprese ed unità locali. A sostenere la debole crescita troviamo soprattutto le imprese legate al turismo ma anche agricoltura e, dopo molti trimestri, anche il manifatturiero. Male, invece, l’andamento delle costruzioni e del commercio al dettaglio. Questi, in sintesi i risultati della consueta ricognizione effettuata dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Pisa sulla consistenza e dinamica delle imprese al 30 settembre 2016.

Il saldo annualizzato iscritte-cessate, pur positivo per 101 unità, si trova ampiamente al di sotto dei livelli raggiunti negli anni precedenti: 3 volte inferiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ovviamente, anche le iscrizioni di nuove imprese avvenute rallentano (466 del terzo trimestre 2016 contro 549 del terzo 2015), così come le cancellazioni (376 contro 464). A seguito di questi flussi, i tassi di natalità e mortalità tornano ad avvicinarsi: a fronte di una positiva contrazione del tasso di mortalità (adesso al 5,6) anche il tasso di natalità si contrae toccando nel terzo trimestre 2016 il 5,9 (solo due anni prima era al 7,4).

I settori più dinamici del terzo trimestre 2016 sono quelli legati al turismo: ristorazione (+78 locali rispetto a settembre 2015, +5,0 per cento) e alloggi (+18, +4,2). In espansione anche l’agricoltura che mette a segno un incremento dell’1,7%: 60 aziende in più rispetto al 2015. Ancora in lieve diminuzione le costruzioni, (-25 imprese, -0,4). Il manifatturiero torna a presentare un saldo positivo (+18 imprese), grazie alla concia che registra un incremento di 12 unità (+1,2). Risultano in calo, tra le manifatture, le calzature (-9 aziende) e le lavorazioni dei metalli (-2), mentre i mobilifici e le imprese della meccanica restano tutto sommato stabili. Fra i servizi, saldo negativo per il commercio al dettaglio (-108, di cui 67 sono ambulanti).

Le società di capitale restano in forte espansione: +2,8 per cento rispetto all’anno precedente (+314 il saldo iscritte-cessate al netto delle cessazioni d’ufficio). All’interno delle società di capitali, sono le Srl ad aumentare (+2,9), mentre le SpA, meno “maneggevoli” rispetto alle prime, arretrano dello 0,7. Rispetto al terzo trimestre del 2015, calano le società di persone (-0,7, -62) e le ditte individuali (-0,7, -148 unità).

L’area territoriale Pisana,con 210 nuove aperture ed un saldo annualizzato di +74 aziende, risulta la più dinamica. Un piccolo sostegno alla crescita viene anche dalla Val di Cecina con un saldo annualizzato di +31 aziende.

“La forte diminuzione delle iscrizioni al Registro Imprese – afferma il presidente della Camera di Commercio di Pisa, Valter Tamburini – segnala il persistere di un clima di incertezza tra coloro che vogliono intraprendere un’attività. Tuttavia, la crescita delle aziende legate al turismo e all’agricoltura, le nuove funzioni assegnate dalla legge alle Camere di Commercio e le richieste degli imprenditori, ci spronano a lavorare per identificare e distinguere la destinazione turistica "Terre di Pisa". La Camera – prosegue Tamburini - ha intrapreso questo percorso offrendo alle imprese occasioni di formazione in materia, con workshop finalizzati alla costruzione di un prodotto enoturistico, ed anche con la partecipazione al Salone nazionale dell’Agriturismo di Arezzo del prossimo novembre. Ma questo non basta: perché il marketing territoriale funzioni, è indispensabile fare quadrato con gli enti locali competenti, così che il prodotto turistico sia sostenuto da tutti e comunicato in maniera organica”.



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