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Politica venerdì 03 ottobre 2014 ore 17:30

Regionali, "scegliamo i candidati con le Primarie"

Le ragioni di Francesco Monceri, coordinatore della segreteria comunale Pd Pisa



PISA — "Le primarie sono uno strumento in più per la scelta democratica e rappresentativa dei propri candidati in una situazione in cui i candidati sono più dei posti disponibili". 

Ecco perché, secondo Francesco Monceri, coordinatore della segreteria comunale Pd Pisa, per le elezioni regionali "sarebbe logico scegliere i candidati tramite primarie aperte".

"La legge elettorale toscana recentemente varata dal Consiglio regionale - spiega Monceri -, non priva invero di aspetti di criticità, introduce nuovamente il sistema delle preferenze per l'elezione dei candidati alla carica di Consigliere regionale. A mio parere la scelta tra preferenze e liste bloccate individuate dalle segreterie dei partiti non può essere compiuta in astratto. Entrambe le soluzioni hanno mostrato, nel corso del tempo, pregi e difetti. Negli ultimi anni è però maggiormente avvertita la necessità che i partiti si riavvicinino all'elettorato chiamandolo a condividere le proprie scelte e non a ratificarle acriticamente. Nonostante l'introduzione delle preferenze, data l'esiguità dei posti in lista, il problema della selezione dei candidati che la andranno a comporre sopravvive alla reintroduzione delle preferenze. Il Partito democratico dispone di una soluzione naturale per comporre eventuali surplus di candidati: le elezioni primarie.

Da questo punto di vista il meccanismo delle preferenze non è incompatibile con l'espletamento delle elezioni primarie per la selezione dei candidati. Soprattutto in un contesto come quello provinciale pisano in cui, almeno per ciò che concerne il Partito Democratico, gli aspiranti consiglieri regionali, anche stando a ciò che si legge sulle testate giornalistiche, già sembrano esorbitare il numero massimo di posti disponibili in lista (4 donne e 4 uomini).

Le primarie venivano già svolte dal partito dei Ds anche quando il sistema elettorale prevedeva poi un sistema elettorale basato sulle preferenze, anche se a quell'epoca le primarie apparivano più una simbolica conferma delle scelte già fatte a livello di partito".

Per questo, "il mezzo più naturale per mettere ordine alla legittima aspirazione all'accesso alla lista elettorale dei candidati al Consiglio regionale mi pare, dunque, essere quello dell'espletamento di primarie aperte tra i candidati che riescano a raccogliere un certo numero di adesioni all'interno degli iscritti o degli organi di partito. A questo proposito mi sembra di poter osservare che la percentuale di firme (o la quota di membri dell'assemblea, o quant'altro verrà richiesto) necessaria per partecipare alle primarie non potrà essere, ovviamente, meramente simbolica, ma neppure talmente onerosa da limitare eccessivamente la partecipazione. A mio avviso dovrebbe essere concepita in modo da rendere in astratto possibile la partecipazione di tanti candidati che rappresentino almeno il doppio dei posti disponibili in lista.

Nel caso di specie l'opzione delle primarie non può sovrapporsi alla necessità di una discussione interna volta a ricercare una soluzione di sintesi in cui tutti si riconoscano.

Compito di un partito è infatti alimentare la discussione interna e ricercare soluzioni comuni senza far ricorso sempre e in via di principio alla sua base elettorale. Per il Pd tuttavia le primarie costituiscono una via democratica ulteriore cui si fa ricorso quando esistono più soluzioni perseguibili che non si riesce a sintetizzare. Questo non va inteso come un problema, ma come un'ulteriore risorsa.

Così, qualora all'esito del percorso di discussione interna le disponibilità in campo rimanessero numerose ritengo che prima di ingenerare un deleterio meccanismo di ricerca di appoggi da parte di leader regionali o nazionali, chiamati loro malgrado a sostenere candidature su un territorio che non conoscono a fondo, sarebbe certamente più naturale restituire agli elettori del Pd, nel nostro caso della Provincia di Pisa, il compito di scegliere quelli che considerano i propri candidati migliori attraverso un percorso serio di elezioni primarie".



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