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Cronaca venerdì 28 febbraio 2014 ore 19:53

Rifiuti, l'impianto di compostaggio sarebbe strategico

L'assemblea dei soci Geofor avrebbe dovuto esprimersi il 27, ma dopo ore di consiglio, il voto è rinviato al 14 marzo



PONTEDERA — Doveva essere un'assemblea fondamentale, ma invece per il momento si è chiusa con un niente di fatto. Ieri sera (giovedì 27 febbraio) i soci di Ato Costa, sindaci e privati sono tornati a casa senza avere preso una decisione sull'impianto di compostaggio di Pontedera.
Tutto rinviato alla prossima assemblea, il 14 marzo. Ma Paolo Marconcini, il presidente di Geofor e i sindaci di buona parte della provincia di Pisa che siedono in Geofor sono fiduciosi di riuscire a portare a casa il risultato. L'impianto di compostaggio infatti avrebbe una funzione strategica per Geofor e per il territorio, anche in vista dei prossimi passi che porteranno a una gestione unitaria in ambito del macro ato dei rifiuti: da un lato garantirebbe a Geofor di rimanere un'azienda con una buona dotazione patrimoniale al momento del conferimento in Reti Ambiente e dall'altro le lascerebbe una posizione essenziale nello scenario dell'ato Costa, il macro ato per la gestione dei rifiuti che comprende le province di Pisa, Livorno, Massa Carrara e Lucca.

A rendere difficile il passaggio che dovrebbe portare all'adozione della delibere per mettere in moto le procedure per la realizzazione dell'impianti di compostaggio sono una serie di questione tecniche e burocratiche, tra cui quella delle garanzie bancarie sul capitale necessario alla costruzione dell'impianto, che dovranno essere fornite da Geofor, dai Comuni, che saranno i proprietari dell'impianto e da Ato Costa che deve certificare presso gli istituti di credito la necessità della struttura. Insomma non è facile muoversi su un terreno dove si parla di milioni di euro. Inoltre c'è la questione dei soci privati che al momento si preoccupano di non perdere ciò che hanno investito in Geofor.

Ma le condizioni politiche per realizzare l'impianto di compostaggio a Pontedera sembrano esserci. I sindaci si sono presentati all'assemblea con le idee abbastanza chiare, tanto che Simone Millozzi, il sindaco di Pontedera, secondo socio di Geofor per quote societarie spiega: “Per noi l'impianto di compostaggio è una questione strategica, dalla prossima riunione voglio uscire con una posizione netta, andremo alla votazione e vedremo cosa accadrà, ma sicuramente il 14 marzo spingerò per arrivare a votare. Per Geofor è importante e per Pontedera è strategico riuscire a costruire l'impianto sia per le politiche ambientali dell'Ato, ma anche per un miglioramento ambientale, non solo dell'area di Gello dove è previsto l'impianto”.

Non solo, Marconcini il presidente di Geofor dice: “Spero che tutti capiscano le difficoltà istruttorie per arrivare ad una delibera di questo tipo, ma allo stesso tempo vorrei anche che capissero l'importanza della decisione per il futuro di Geofor, in una logica di gestione dei rifiuti nella quattro province”.

Ma cos'è l'impianto di compostaggio? Si tratta di una struttura anaerobica da 44mila tonnellate annue di umido, in grado cioè di smaltire tutti i rifiuti di origine organica e riciclarli in compost ovvero terreni fertili o concimi. L'impianto dovrebbe sorgere a Pontedera nell'area Geofor di Gello al momento di proprietà di Geofor Patrimonio. “Sarebbe sufficiente a garantire il fabbisogno di tutto il territori servito da Geofor, che ogni anno, compresa Cascina, - spiega il presidente Marconcini - produce tra 36mile e 38mila tonnellate annue di rifiuti organici. Presto però con 44mila tonnellate annue andremo a saturano, motivo per cui l'impianto è stato previsto come modulare e quindi raddoppiabile fino a 88mila tonnellate in modo da poter accogliere anche il compost di altre zone di ato costa”. Per realizzare l'impianto di compostaggio serviranno due anni tra istruttorie, realizzazione vera e propria e collaudi. Il sistema è progettato per funzionare in modo anaerobico, ovvero non emettere maleodoranze.

A rendere paricolarmente strategico l'impianto di compostaggio inoltre c'è anche una questione politica di futura gestione dei rifiuti, presto infatti quando il decreto Orlando entrerà in vigore, ma potrebbe essere prorogato perché in Italia ci sono molti impianti in ritardo, l'umido non potrà più essere conferito in discarica e quindi chi non ha un impianto di compostaggio dovrà conferire altrove e inoltre c'è la questione dei costi di smaltimento. Anche per conferire l'umido si paga un tanto al quintale. Da questo i soci possono ricavare un guadagno, motivo per cui l'impianto è previsto che sia interamente pubblico di proprietà dei Comuni. La realizzazione a Pontedera dell'impianto di compostaggio quindi cambierà gli assetti politici sul territorio per la gestione dei rifiuti in futuro. La provincia di Lucca, per quanto riguarda l'umido potrebbe diventare “tributaria” di Geofor nono avendo un impianto dovrà conferire a Pontedera. Inotlre i fondi per la realizzazione dell'impianto di compostaggio che in origine sarebbe dovuto sorgere nella piana di Lucca a Capannori da ato costa sono stati ritirati e nuovamente stanziati per la struttura pontederese. “I finanziamenti pubblici che avevamo previsto di destinare a Capannori sono stati ritirati, circa 3 milioni di euro – spiega il direttore di Ato Costa, Franco Borchi – perché aCapannori non c'è una localizzazione, né tanto meno un'autorizzazione provinciale per costruire l'impianto di compostaggio. Questi fondi ora sono a disposizione di Geofor per l'impianto di Pontedera ed eventualmente per l'impianto di Rosignano, gli unici due che hanno una localizzazione e un'autorizzazione provinciale. Noi – conclude Franco Borchinon possiamo erogare a caso i fondi pubblici, né tanto meno non investirli, quindi mi auguro, che si possa realizzare l'impianto di Pontedera”.

Gabriele Mori
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