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martedì 26 marzo 2019

Lavoro martedì 18 febbraio 2014 ore 15:42

Rossi: "Circa 900 milioni alle imprese dinamiche"

La Regione pronta a investire, ma solo sul territorio: "Chi prende gli aiuti rimane in Toscana e crea lavoro qui". Gli altri? Esclusi dai bandi



VICOPISANO — "Circa 900 milioni di euro a cui si sommano altri due milioni da investire in agricoltura e sociale". La Regione Toscana li investirà in aziende dinamiche, che provano a rispondere alla crisi con stimoli e sfide. 
"In queste aziende - spiega Enrico Rossi - investiremo i fondi che ci arriveranno dall'Europa nel settennato 2014-2020. Realtà come quelle che vedo nella Toscana che lavora e reagisce alla crisi, devono essere aiutate e qui bisogna investire, non su chi si piange addosso”.
Il presidente non usa mezzi termini alla fine della visita alla Pentair di Vicopisano quando spiega come aiutare la Toscana e le imprese per creare lavoro e ricchezza.
“Noi vogliamo aiutare chi investe in Italia e chi è dinamico, non contano le dimensioni, si può essere dinamici anche in tre, ma bisogna reagire e ora comincio a vedere delle risposte concrete alla crisi”.
Alla Pentair Nocchi di Vicopisano, Rossi ha trovato quasi 300 lavoratori impegnati in un'azienda modello dal punto di vista ambientale e imprenditoriale, solo sul tetto sotto cui cammina durante la visita ci sono 10mila metri quadrati di pannelli fotovoltaici, un investimento da 3 milioni e 600mila euro in parte finanziati dalla Regione che rendono lo stabilimento autonomo dal punto di vista energetico.

“C'è anche la Toscana dei cassaintegrati dei disoccupati, della Breda, della Lucchini, della Costa Concordia - continua il governatore - ma ci sono anche tanti segnali e realtà positive e noi bisogna puntare su chi è pronto e in grado di reagire alla crisi senza disperdere risorse che possono fare la differenza per tutti in mille rivoli”.
Poi a chi gli chiede cosa fare per fermare le aziende che vogliono andare all'estero (siamo a cinque chilometri dallo stabilimento Piaggio di Pontedera), Rossi dice: “Noi le escluderemo da qualunque bando, chi prende gli aiuti rimane in Toscana e investe qui, creando lavoro sul territorio. Credo che anche da questo punto di vista chi aveva puntato sulla delocalizzazione si sia pentito, vedo più in sofferenza le aziende che sono andate all'estero che quelle che sono rimaste sul territorio e comunque chi vuole andarsene noi possiamo solo escluderlo dei finanziamenti regionali”.  

ENRICO ROSSI E LA TOSCANA A DUE VELOCITA'


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