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Politica sabato 23 maggio 2015 ore 15:00

San Paolo di Masaccio a Expo, le critiche di Sel

Simonetta Ghezzani

Interrogazione parlamentare di Nicchi (Sel) sul trasloco dell’opera d’arte nello spazio di Eataly. Ghezzani: “Mercificazione dell’opera d’arte”



PISA — “Il San Paolo di Masaccio esposto come fosse una spalla di prosciutto, tra bar, ristoranti e piadine, nello spazio Eataly di Expo”. Sono le parole della deputata toscana di Sel Marisa Nicchi, in merito al discusso trasferimento del San Paolo di Masaccio dal Museo nazionale di San Matteo di Pisa all’Expo di Milano, nell’area di Eataly dedicata alla biodiversità artistica italiana curata da Vittorio Sgarbi.

Su questo trasloco, Sel ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministero dei beni culturali chiedendo “se non ritenga che non si debbano mettere a rischio opere fragili e difficilissime da spostare, straordinarie nel loro contesto e non in mezzo alla distratta frequentazione di turisti alla ricerca di quelle sensazioni eclatanti che l’Expo milanese promette”. Inoltre, si chiede al ministero “se non ritenga che il timore diffuso, non solo riguardo alla movimentazione delle opere, ma anche alla loro sicurezza, persino di fronte a possibili eventi eccezionali di cui i giornali hanno tanto parlato nei giorni scorsi, debba corrispondere alla prevenzione e la tutela del patrimonio espresso da tali opere non consentendone lo spostamento”.

“Chiediamo – ha concluso l’Onorevole Nicchi – di valutare nei minimi dettagli lo spostamento dell’opera d’arte, considerando anche l’appello contro il prestito promosso dallo storico dell’arte Cristiano Giometti a cui hanno aderito anche, tra gli altri, Tomaso Montanari e Adriano Prosperi”.

"Abbiamo coinvolto i nostri parlamentari – ha detto la consigliere pisana di Sel Simonetta Ghezzani- perché la vicenda ha di sicuro una importanza nazionale per i valori, o per meglio dire, i disvalori culturali che mette in campo. Il rischio di una mercificazione dell'opera d'arte c'è tutto; siamo inoltre preoccupati per la sicurezza delle opere stesse. E' importante che il governo risponda sulle motivazioni di questa scelta operata in difformità con il parere espresso un primo momento dalla Sovrintendenza"



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