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domenica 22 aprile 2018

Politica lunedì 29 dicembre 2014 ore 06:30

Sesta Porta e municipale, parla Antoni

"Troppo facilmente i ladri si sono intrufolati all'interno della caserma. La palazzina non può essere definita un edificio difensivo ed è inadeguata"



PISA — "L'edificio che ospita caserma della polizia municipale non è adatto allo svolgimento di attività operative". Almeno secondo il consigliere e capogruppo del Movimento 5 stelle in Consiglio comunale Valeria Antoni, che tuona: "Il Movimento ha sempre messo in guardia dall'operazione definita sesta porta, che trasforma il Comune da ente che deve gestire la mobilità in agente immobiliare. E infatti i risultati non sono mancati, dal buco di 9 milioni di euro, alla causa con Ingv, alle proteste degli agenti della polizia municipale che rivendicavano il diritto alla sicurezza sul luogo di lavoro. Infatti questa inelegante palazzina in stile moderno è stata riadattata con fatica a caserma di polizia municipale".

"Ci sono operazioni immobiliari che a Pisa vengono da sempre vendute come un successo di questa amministrazione -commenta Antoni-. Il People Mover ha visto un aumento dei costi ancora prima dell'inizio dei lavori per la sua realizzazione, sul futuro delle Stallette gravano inchieste anche giudiziarie e al porto di Pisa una semplice passeggiata sui moli basta a rendere l’idea dell’insuccesso dell'opera".

"Ma fra quelle che maggiormente bruciano -prosegue l'esponente grillina- c’è la Sesta Porta. Anche nell’immaginario collettivo la parola caserma indica quantomeno un edificio difensivo. Ma quello che ospita la polizia municipale è invece un edificio che dimostra ancora una volta l’inadeguatezza della sua funzione: apprendiamo infatti che due balordi sono riusciti ad introdursi, nella notte fra il 23 e il 24 dicembre, al suo interno, con il semplice uso di un cacciavite, per rubare i pochi spiccioli delle macchinette del caffè. Questo centro direzionale ha dimostrato più volte di essere inadeguato nella funzione forzata di caserma, a partire dalla cella di sicurezza, al posizionamento del cablaggio per l’adsl che ricordiamo ha ritardato i lavori dato che era stato dimenticato, agli ascensori che portano direttamente al piano rendendo semplicissimo il girovagare da un reparto a un altro, all’ingresso promiscuo con gli spogliatoi per accompagnare persone tratte in stato di fermo. Quale altra arrampicata sugli specchi dovremo ancora sentire per giustificare questa inutile spesa compiuta dall’amministrazione comunale e venduta come un successo a fronte di evidenti disastri? L’abbiamo sempre definita la caserma di Barbie per il fatto di essere contenuta nelle volumetrie e inadatta alle esigenze della polizia municipale e ancora una volta abbiamo la dimostrazione che l’uso di caserma sia un cambio di destinazione d’uso necessario solo a chi l’ha voluta e costruita, non certo ai cittadini che l’hanno loro malgrado pagata. Speriamo solo che non se ne accorga il Vernacoliere, altrimenti i cugini livornesi ci sbeffeggeranno per qualche mese"



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