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martedì 17 settembre 2019

Cultura giovedì 20 febbraio 2014 ore 21:42

Antoni: "Sindaci e prefetti siano sostituiti da volontari non retribuiti”

Le associazioni professionali dei Beni culturali contestano l’accordo che istituisce una sezione di volontari per la manutenzione dei monumenti



PISA — “Mi auguro che presto sindaci e prefetti vengano sostituiti da volontari non retribuiti”. Oggi, in consiglio comunale, lo ha detto la 5 Stelle Valeria Antoni, laureata in Conservazione dei Beni culturali, intervenendo sulla discussione di una mozione che chiedeva di rivedere un accordo già operativo, dopo l’incontro in prefettura, nel quale si è stabilito di affidare cura e manutenzione dei monumenti a una squadra speciale di volontari delle associazioni pisane.

L’accordo tra il Comune di Pisa, la Soprintendenza ai beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici e etnoantropologici e l’Associazione amici dei musei, raggiunto il 3 febbraio per istituire la sezione specializzata, non è piaciuto per niente alle associazioni professionali dei beni culturali.

Motivo del dissenso, il rischio che gli specialisti del settore possano essere penalizzati dalle forme di volontariato utilizzate in sostituzione delle prestazioni professionali.

“Il ricorso al lavoro volontario per sostenere i costi di manutenzione o gestione ordinaria del patrimonio culturale - affermano i responsabili toscani di Associazione nazionale Archeologi, Associazione culturale Artiglio, Archivisti in Movimento, Giovani Bibliotecari e Aspiranti, Storici dell’Arte in Movimento, La Ragione del Restauro - rischia di innescare una logica di gestione al ribasso, con conseguenze negative di lunga durata sulla qualità e sulle prospettive occupazionali del settore”.

Per le associazioni, sarebbe meglio redigere un progetto che ricerchi fondi attraverso forme di crowdfunding o attingendo alle risorse europee e che non intacchino gli specialisti del settore.

“Nella convinzione che le attività di volontariato anche nel campo dei Beni culturali costituiscono un patrimonio fondamentale di passione e di impegno civico – spiegano le associazioni -, occorre adottare ogni sforzo per ottenere un giusto equilibrio tra professionismo e volontariato, che tenga conto delle esigenze e delle legittime aspettative di chi per professione si trova a operare in un settore già in difficoltà in tutto il Paese, anche a causa dell'assenza negli ultimi decenni di adeguate politiche culturali e occupazionali. Per questo facciamo appello al sindaco di Pisa e al prefetto, affinché vengano riformulati i termini dell’accordo e che venga reso noto il quadro finanziario che ha indotto tale scelta”.

Sperando che la decisione presa possa essere rivista, le associazioni chiedono “l’apertura di un tavolo di confronto permanente che comprenda le associazioni professionali e le forze civili interessate a salvaguardare il patrimonio monumentale della città e del suo territorio, per costruire politiche locali di lunga durata sostenibili per i Beni culturali e per i professionisti che se ne occupano”.



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