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giovedì 18 luglio 2019

Cronaca lunedì 06 luglio 2015 ore 15:25

"La bandiera dell'Is si alzerà col sangue"

Così scriveva su Facebook Jalal El Hanaoui, arrestato a Ponsacco per propaganda terrorista via web. In Italia da 17 anni, non frequentava le moschee



FIRENZE — Aveva creato 3 diversi profili su Facebook Jalal El Hanaoui, nato 25 anni fa a Souk Sebt in Marocco e trasferitosi 8 anni più tardi in Italia per un ricongiungimento familiare. Tre profili con i quali partecipava a diversi gruppi sul social network che sfruttava per fare propaganda. Propaganda a metà tra religione e fanatismo, che negli ultimi mesi però si era decisamente spostata su posizioni radicali.

"Inneggia alla bandiera dello stato islamico che si alzerà non con le parole ma con il sangue - scriveva il 15 dicembre 2014 El Hanaoui - esorta i democratici ad andare via e dichiara "Noi faremo la jihad"".

Messaggi diretti a migliaia di persone, visto che ai 3 gruppi di cui faceva parte El Hanaoui erano iscritti quasi in 2mila. 

Jalal El Hanaoui, secondo le informazioni raccolte dagli investigatori, non frequentava alcuna moschea, ma era noto alle forze dell'ordine che in passato lo aveva fermato per spaccio. Da un po' di tempo però era sparito dalle strade e si era rifugiato in casa dove aveva iniziato una costante attività su internet.

"Solo la legge di Dio deve essere seguita - scriveva il 25enne su Facebook - mentre le leggi degli uomini devono essere distrutte".

E poi foto delle brigate Al Quassam, immagini dei principali monumenti del mondo occidentale, dalla Torre di Pisa alla Statua delle Libertà, nascoste dietro un muro uguale a quello che separa Israele dalla Palestina.

Una propaganda massiccia che gli ha permesso di entrare in contatto, solo via chat, con altri due sorvegliati speciali: il marocchino Oussama Khachia, residente a Varese e espulso il 18 gennaio scorso dall'Italia e Halili El Mahdi, nato a Ciriè (Torino), arrestato su ordine della procura di Brescia per attività finalizzate al terrorismo.

Servizio di Tommaso Tafi
Arrestato per terrorismo e istigazione alla Jihad POLIZIA DI STATO


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