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Cronaca giovedì 24 luglio 2014 ore 18:43

Tares, 20mila accertamenti da Geofor

La colpa è del modello F24, basta un numero sbagliato e il cittadino risulta moroso anche se ha pagato. Cosa fare quando arriva la cartella



PROVINCIA DI PISA — Sono circa 20mila gli avvisi di liquidazione che in questi giorni stanno partendo da Geofor su richiesta dei Comuni. Per dirla con parole semplici 20mila avvisi di accertamento per la vecchia Tares del 2013, il tributo sui rifiuti per cittadini spesso morosi per la burocrazia, ma non nella realtà. Una valanga di cartelle per gli utenti di tutti i comuni dove il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti è curato da Geofor, che sta mandando su tutte le furie i cittadini che spesso si vedono notificare la raccomandata, nonostante loro abbiano sempre pagato.

A confermare che gli avvisi stanno partendo e che sono circa 20mila, sono gli stessi impiegati Geofor, che però dicono: “E' tutta colpa dei modelli F24 e non sono tutti cittadini morosi, molti hanno già pagato”.

“E' una situazione da disperazione – spiega infatti Roberto Silvestri, il direttore dell'amministrazione di Geofor – e tutto questo è causato dal fatto che nel 2013 la Tares si pagava con il modello F24, anziché con i Mav o i bollettini postali e non tutte le cartelle inviate sono indizio di morosità, spesso potrebbe essere anche responsabilità di un errore umano dell'impiegato della banca o delle poste”.

Quindi se vi arriva una raccomandata da Geofor in questi giorni non allarmatevi e prima di pagare verificate perché alle volte basta un numero di un codice ad aver mandato in tilt il sistema.

“Lo scorso anno la Tares si pagava in tre trance con il modello F24 – spiega Silvestri –. Il modello prevede una vasta serie di campi da compilare con codici e numeri a mano, che poi devono essere ridigitati tutti dagli impiegati per trasmettere l'avvenuto pagamento al comune, si tratta di circa una decina di campi da compilare con vari codici e basta sbagliare una lettera o un numero perché il sistema non funzioni e per il Comune, il cittadino risulti moroso e ovviamente ne chiede conto a noi che riscuotiamo il tributo. Si immagina quante volte gli impiegati hanno sbagliato nel ridigitare i numeri? E questo è il risultato della scelta del governo nazionale di far pagare la Tares con questo modello manuale. Geofor del resto, non può fare altro che verificare la posizioni che risultano fuori regola. A noi i Comuni hanno segnalato circa 20mila mancati pagamenti, perché a loro non sono mai stati trasmessi i soldi e le ricevute, proprio perché in buona parte dei casi si tratta di un piccolo errore degli impiegati degli sportelli”.

Una situazione incredibile che rischia di mettere in seria difficoltà l'amministrazione Geofor, che non ha responsabilità in questa circostanza e che deve andare a verificare ogni pagamento con l'Agenzia della entrate e quindi non può che richiedere al cittadino di produrre le ricevute del pagamento se ha pagato o intimare di mettersi in regola se non avesse pagato.

“Pensi – continua Silvestri che per un codice sbagliato anche in un solo numero ci sono stati casi in cui il cittadino che ha pagato tutto regolarmente risultava moroso, perché i suoi soldi da Pisa o da Pontedera o da San Miniato, per fare un esempio erano finiti al Comune di san Michele nel Cilento. Una situazione da pazzi. Noi lo scorso anno avevamo scritto al legislatore proprio per segnalare che sarebbe accaduto tutto questo, ma nessuno ci ha ascoltato”.

Di questi accertamenti sicuramente una parte sarà legittima, ovvero vi saranno dei cittadini che non hanno pagato e ora dovranno mettersi in regola, ma buona parte anche di loro se riceveranno l'avviso in realtà hanno già pagato e l'unico problema è rappresentato dal fatto che al Comune non è mai arrivato l'avviso dell'avvenuto pagamento. Per tanto è bene che i ventimila cittadini che riceveranno o hanno già ricevuto la notifica degli avvisi di liquidazione, prima di ripagare se sono sicuri di averlo già fatto nel 2013 contattino Geofor. Qui gli impiegati gli diranno che se loro sono in possesso della ricevuta basta che la scansionino e la mandino per e-mail o la consegnino a mano a Geofor, che si preoccuperà di correggerei codici, segnalerà al Comune di residenza che l'utente è in regola con i pagamenti e dove andare a recuperare i soldi.

“Pensi - continua Silvestri – che noi emettiamo circa 300mila bollette l'anno, si può immaginare nel 2013 quanti F24 sbagliati possono essere stati compilati e noi non possiamo che aiutare il cittadino cercando di andare a recuperare all'Agenzia delle entrate il suo pagamento”.  


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