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Attualità giovedì 04 giugno 2020 ore 18:00

"Campi estivi? Linee guida difficili da attuare"

Giuntoli, associazione miciporti baby parking: "Chi le ha scritte sembra che non abbia mai passato più di 5 minuti con 3 bambini contemporaneamente"



PONTEDERA — Come avevamo già segnalato nei giorni scorsi in questo articolo associazioni, cooperative e privati si trovano in difficoltà di fronte alle linee guida tracciate per la realizzazione dei campi estivi in questa estate segnata dalla pandemia di Covid-19.

Alice Giuntoli, presidente dell'associazione miciporti baby parking - Pisa e membro del gruppo Parco Giochi e Ludoteche Italia è intervenuta per segnalare di nuovo quanto sia critica la situazione. Il rischio che molti campi estivi non vengono fatti è concreto. 

Alla base dei problemi le regole stringenti e le responsabilità che ricadono sui titolari delle attività in caso di contagio. 

I campi estivi possono aprire dal 15 giugno: "Noi gestori e responsabili di Ludoteche e baby parking del gruppo Ludoteche e Parchi Gioco Italia siamo ancora in alto mare. - ha detto Giuntoli - Ci sono state proposte linee guida difficili da attuare su dei bambini, sembra che chi le abbia scritte non abbia mai passato più di 5 minuti con 3 bambini contemporaneamente".

"Non ci siamo resi conto subito di quello che ci veniva chiesto, l'euforia di vedere di fronte a noi una data di apertura e lo stupore di sentirci finalmente nominare dalle istituzioni hanno distratto la nostra attenzione, ma piano piano la consapevolezza è arrivata. Abbiamo realizzato che il patto di corresponsabilità, dal quale tutte le altre attività commerciali sono state sollevate, ci penalizza e ci mette a rischio". 

Giuntoli ha poi descritto i punti critici: "Distanziamento sociale di 1 metro (consigliato 1,80), piccoli gruppi, divieto di accesso alle aree di non appartenenza del gruppo, tutte regole, che trattandosi di bambini, rischiano di essere infrante facilmente, facendo ricadere le responsabilità giuridiche su gestori e operatori. Questo prevede il patto di corresponsabilità studiato dal governo e dalle regioni. Inoltre il protocollo da seguire in caso di febbre di un bambino, evento non occasionale ma quasi certo ci penalizza ulteriormente". 

Giuntoli ha immaginato uno scenario probabile: "I bambini si ammalano, in ogni stagione, chi come noi vive a contatto con loro da anni sa perfettamente che i virus, covid o non covid, si presentano a Gennaio come ad Agosto. Quindi che succederà quando un bambino tornerà a casa con la febbre? Quarantena per tutti e chiusura del centro estivo, mettendo in difficoltà genitori, che hanno già pagato, e noi.  Quanto passerà prima che vengano effettuati i tamponi a tutti escludendo un contagio da covid e un ripristino delle attività? Ci sembra veramente tutto molto difficile e rischioso".

La responsabile ha parlato di "linee guide impossibili, tanta incertezza e zero tutele" e che ludoteche, parchi gioco e spazi per bambini rappresentano invece "realtà importanti e indispensabili per tutte le famiglie. Le famiglie hanno bisogno di noi. I bambini hanno bisogno di noi. Meritiamo di essere messi in condizione di poter operare in modo sicuro e legale, ma non a queste regole".



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