L'Associazione degli Amici di Pisa e il Comitato piccoli Azionisti TA intervengono sul tema delle infrastrutture e dell'aeroporto, chiedendo ai rappresentanti politici regionali della costa toscana di fare fronte comune per recuperare il divario con l'area metropolitana fiorentina.
Nel documento, firmato dal dottor Franco Ferraro per l'Associazione degli Amici di Pisa e dal dottor Gianni Conzadori per il Comitato piccoli Azionisti TA, viene ricordato il recente convegno dedicato al gap infrastrutturale della costa toscana, organizzato insieme ai presidenti di Confcommercio e CNA Pisa. Gli Amici di Pisa hanno sostenuto di condividere l'iniziativa del presidente di Confcommercio Stefano Maestri Accesi, che ha invitato i sette consiglieri e i tre assessori regionali della Toscana costiera a sedersi a un tavolo istituzionale "per favorire il recupero del gap infrastrutturale costiero, denunciato da anni".
L'associazione ha poi rivolto l'attenzione al nuovo Piano Nazionale Aeroporti, presentato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Secondo gli Amici di Pisa, il piano dovrebbe essere esaminato dai rappresentanti regionali costieri e dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, perché conterrebbe "penalizzazioni previste per Pisa e la Costa, al fine di favorire Firenze".
Nel comunicato viene riportato anche un passaggio degli studi propedeutici al Piano Nazionale Aeroporti: "Il trasporto aereo rappresenta il driver principale di quello che può essere definito il settore più dinamico dell'economia del nostro Paese, il turismo, che ricomprende le attività legate ai trasporti. Settore turistico che vale circa il 7,0% del PIL e il 7,1% degli occupati (quasi 1,7 milioni di addetti). Includendo gli effetti diretti e indiretti, genera quasi il 14% del valore aggiunto totale e dell'occupazione (dati 2019)".
Gli Amici di Pisa hanno quindi chiesto agli undici rappresentanti regionali della costa di portare le proposte di Confcommercio all'attenzione del governatore Giani e hanno concluso con un interrogativo: "Ha senso spendere una valanga di soldi, di cui circa 1/3 pubblici, per costruire un nuovo aeroporto a Firenze, che già soffre di overtourism?". Secondo l'associazione, è necessario che le future scelte infrastrutturali tengano maggiormente conto delle esigenze dello scalo pisano e dell'intera Toscana costiera.